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Un pezzo Art Déco: Beau Brownie Kodak

Quella che state vedendo è la fotocamera più vecchia della mia collezione, per ora.
Mi è stata regalata lo scorso anno, una “box camera”, la seconda di questo tipo che mi capita tra le mani.
La particolarità sta tutta nella decorazione della parte frontale: un esempio di Art Déco che ci riporta agli anni ’30.

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This is the oldest camera in my collection, so far.
I received it as a gift last year, it’s a “box camera” and is the second of this kind that I put my hands on.
Its peculiarity is in the front panel: an example of Art Déco that brings us back to the 30’s.

Si tratta di un esemplare costruito negli Stati Uniti intorno al 1930 dalla Eastman Kodak.
Il formato della pellicola è in questo caso il 116, per questo la versione 2A della fotocamera è leggermente più grande rispetto a quella per il 120.

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This camera was built by Eastman Kodak around 1930 in the US.
It uses 116 film, that’s why this 2A version is slightly bigger than the 120 film camera version.

Nella parte frontale, oltre la lente posizionata al centro, sono visibili altri due tondi in alto a sinistra: sono i due mirini reflex a pozzetto.
Il principio è quello delle biottiche tipo Rolleiflex o Lubitel in cui l’immagine viene riflessa ad angolo retto grazie ad uno specchio inclinato a 45°. Ne abbiamo due, una per inquadrare in orizzontale, l’altra per il verticale. Purtroppo gli specchi si sono molto deteriorati e risulta praticamente impossibile utilizzarli per inquadrare (l’immagine si sarebbe dovuta comporre attraverso le due finestrelle rettangolari, una sopra l’altra sul lato sinistro).
Nella parte superiore si trova anche una comoda maniglia per portarla in giro quasi fosse una valigetta.

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In the front side, beside the lens, you can see two little circles on the left: two little reflex viewfinders.
Like in Rolleiflex or Lubitel cameras, the image is reflected by a 45° mirror and displayed on a glass placed at 90°. There are two viewfinders, for horizontal and vertical framing, but the decay of the two internal mirrors has compromised the use of both of them.
On the top you’ll find a little handle to carry the camera around, as a suitcase.

Sul lato sinistro si nota la levetta di rilascio dell’otturatore, un “rotary disc shutter” o otturatore rotante, che ci lascia due opzioni di scatto: posa B o 1/30 di secondo. La leva per selezionare una di queste due modalità è in alto a destra (la più piccola) e quando è alzata innesca la posa B. L’altra leva più grande riguarda il valore per il diaframma, in base a quanto la estraiamo scegliamo tra f/11, f/16 e f/22.
Il fuoco è fisso e per far avanzare la pellicola c’è una specie di elica, in basso a sinistra.
Sul retro della fotocamera, l’unico segno è dato dalla finestrella rossa che indica le pose.

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On the left side you can see the shutter release lever, the “rotary shutter” is able to open only for 1/30” or for a Bulb exposure. The lever we must use to select between these two modes is on the top of the camera, the smallest one, when it’s up it gives you the Bulb exposure.
There’s another lever on the top, the one who gives you the ability to choose between f/11, f/16 e f/22 diaphragm.
It’s a fixed focus camera and to advance film you have to rotate a sort of propeller placed on the lower part under the shutter release lever.
On the back of the camera you’ll only find the red window to check the film advance.

Arriviamo al dunque: l’ho usata solamente una volta e i risultati sono tutti qui sotto. Non avendo un rullino 116 ho pensato bene di metterci un 120, ma non è stata una mossa troppo furba. Il rocchetto del 120 essendo più corto non era fisso nell’alloggiamento, si disallineava e di conseguenza inceppava l’avanzamento. Per il prossimo test ho aumentato artigianalmente la larghezza di un rocchetto. Speriamo bene.

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I used this camera only once, all the results are here in the next two frames. As you can see I had problems. The 120 film roll is shorter than the 116 so it goes out of place when you advance it, and the camera jammed.
Now I added some plastics to make the 120 roll fit the 116 space, time to test it again. Finger crossed.

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film, pinhole grande

Un altro azzardo

Un azzardo” era stata la prima foto pubblicata quest’anno, adesso arriva il secondo, sempre dalla stessa sessione fotografica.
Oltre la lastra di pellicola scaduta da anni, l’azzardo ulteriore è stato lo scatto “a mano libera”. Con la pinhole in legno.
Ovviamente il micromosso, o il mosso, in questo caso per me non è un problema.
Nella foto Davide Luciani, sound artist con cui collaboro spesso e volentieri.

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The first photo I published this year was a risk, now here’s a new photo from the same session.
As I wrote before the film used expired some year before, the risk I added in this case was to shoot handheld. With the large format wooden pinhole.
Of course some shake for me it’s not a problem.
In the picture Davide Luciani, a sound artist with whom I often and willingly collaborate.

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