bessa R, film

Safari Atac

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C’è stato un breve periodo in cui ho dovuto per cause di forza maggiore spostarmi esclusivamente con i mezzi. La cosa positiva è che ne ho approfittato per scattare dal finestrino, come fosse un safari. Ecco tre esemplari di donna.

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Last year for few weeks I was forced to  use public transport and this was a good thing for me because I took a lot of pictures out of the window. It was like a safari. Here’s three examples of woman.

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Mi piacciono molto i colori della foto qui sopra, ancora di più pensando che sono saltati fuori da una pellicola Perutz Primera color 100 scaduta solo 12 anni fa.
Per il safari ero con la Voigtlander Bessa R e il 35mm Color-Skopar.

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I like a lot the colors of the photo above, maybe it’s because the film is a 12 year expired Perutz Primera color 100.
In this safari I had with me my Voigtlander Bessa R and a 35mm Color-Skopar.

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digital, nikon d7000

L’emergenza soffice, notte

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Ho impiegato circa sei ore nel viaggio tra Roma e casa mia nelle marche il 19 Gennaio scorso. Sei ore che di solito sono due e tre quarti.
A causa della neve caduta la Salaria era stata interrotta qualche chilometro prima della mia destinazione, quindi il pullman che solitamente fa quella tratta è dovuto passare per L’Aquila poi risalire per la A14 ed infine si è fermato ad Ascoli senza proseguire.

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In the 19th of January it took me six hours to get to my parent’s home, usually is a less than three hours trip.
The Salaria road is the one that the coach travels to get there but due to the heavy snowing in those days it was interrupted few kilometers before my destination. The coach had to travel on an alternate route: Rome to L’Aquila then San Benedetto del Tronto and finally it stopped at Ascoli Piceno.

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Ero l’unico a dover tornare verso Acquasanta Terme, il giorno precedente non avrei potuto farlo: la Salaria era bloccata anche tra Ascoli e Acquasanta, la zona in mezzo era in pratica isolata.
Ho aspettato la partenza di un mini-bus extraurbano con gomme chiodate, eravamo solamente due passeggeri. Poco dopo aver lasciato il primo siamo rimasti fermi (io e l’autista) per circa un quarto d’ora ad aspettare che un generatore venisse scaricato.
Il camion che lo trasportava ha dovuto fare manovra su una strada che era stata pulita solamente per la larghezza di una corsia.

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I was the only passenger that had to reach Acquasanta Terme.
The day before I couldn’t have done it because the road was interrupted between Ascoli and Acquasanta too. The area between was isolated.
I took a little bus with studded snow tires and I was just one of the two passengers.
At the first stop we had to wait fifteen minutes because a truck was unloading a power unit and the road was too narrow. The snowplow removed the snow only from one side of the road, so it was a bit difficult for the truck to turn back.

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Per la prima volta in vita mia mi sono fatto lasciare sullo svincolo della superstrada e ho fatto un piccolo pezzo di strada a piedi per arrivare a destinazione. La foto qui sopra è stata scattata proprio quella sera. Certe esperienze servono anche a cambiare la prospettiva.

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For the first time in my life I came back home walking from the highway. It wasn’t a great distance but it gave me a new perspective, the picture above was taken that night.

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Della prima sera sono anche l’incontro con lo spalaneve (prima foto, sembra una versione dark del flying spaghetti monster)  e le ultime due foto del post. Ho scattato le restanti tre durante altre passeggiate serali in solitaria.

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The first night I also took the picture of the snowplow (the first one, it seems a dark version of the flying spaghetti monster) and the last two pictures of this post. The other ones were shooted in my night walks.

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Passeggiando di sera al buio si era completamente soli, o almeno cosi sembrava.
Le cose che mi hanno colpito di più sono stati i rami degli alberi caduti a terra spezzati e la vista di un viale con gli ulivi piegati dal carico della neve.

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Walking in the night I was completely alone or so it seemed.
The snow broke a lot of branches and these were in the streets. One of these streets has a lot of olive trees and all of them were under a heavy load of snow.

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A parte qualche pattuglia di ronda in strada non c’era nessuno, qualche cane abbaiava e su un terrazzo c’erano ancora le luci di Natale colorate che si accendevano e spegnevano. Nient’altro.

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I met only few patrols, nobody was on the streets in those hours. A dog was barking and some coloured Christmas lights were on a balcony.
Nothing else.

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digital, nikon d7000

L’emergenza soffice, giorno

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Ho scattato queste foto tra il 19 e il 23 gennaio scorso nelle marche, precisamente a Paggese una frazione del comune di Acquasanta Terme. A molti questo nome non dirà niente, qualcuno invece negli ultimi mesi avrà sentito nominare Acquasanta in relazione ai terremoti del centro Italia.
Il 18 gennaio ci sono state quattro scosse di magnitudo compreso tra 5 e 5,5  con l’aggravante della situazione meteo: nelle zone meno colpite del comune c’era più di un metro di neve, mentre in parecchie frazioni si arrivava tranquillamente a tre metri.

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I took these pictures in the late january, in the marche region. To be more precise in Paggese, a small community of the Acquasanta Terme district. Someone here in Italy may have heard this name towards the earthquakes we had in the last months.
The 18th of january there have been four events with magnitude between 5 and 5.5. The weather made everything worst: in some lucky area of the district the snow was  only 1 meter heigh  but elsewhere it reached 3 meters.

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Siamo in una fascia compresa tra i Monti Sibillini a nord e i Monti della Laga a sud, il secondo comune per vastità della provincia (dopo il capoluogo Ascoli Piceno) che ha però una densità di soli 20 abitanti per kmq. Un territorio che comprende molte frazioni spesso distanti tra loro, paesi disabitati o con pochi abitanti durante il periodo invernale che si ravvivano durante il periodo estivo.

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This place is between the Sibillini mountains (north) and the Laga mountains (south), the second largest district in the Ascoli Piceno area that only has 20 inhabitants per km2. It has a lot of small communities living far from one another, deserted villages or villages with few inhabitants that grow during the summer.

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Tutto questo ovviamente prima del terremoto del 24 agosto scorso.
Via via i borghi con le case più antiche (quindi più colpite dal sisma) si sono letteralmente svuotati, molti edifici sono stati giudicati inagibili e altri che hanno retto sono invece a rischio perché troppo vicini a case pericolanti.
Poi c’è stato il sisma del 30 ottobre, inutile dire che la situazione è diventata ancora più precaria. L’edificio stesso del comune è stato dichiarato inagibile e questo la dice lunga su come possa essere difficile gestire certi eventi.

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This was the state before the earthquake of the 24th of August. Then the villages with the ancient houses were litterally emptying, a lot of houses are condemned and others are at risk because too near to condemned houses.
Then it came the earthquake of the 30th of october, the situation became worst. The city hall itself was condemned.

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Il paesaggio si è lentamente popolato di roulotte e camper, pompieri e forze dell’ordine. Sempre meno abitanti e sempre più emergenza, un’emergenza con cui fa i conti sia chi è costretto a vivere lontano dal cosiddetto cratere sia chi ancora oggi è li. Da  circa sei mesi ormai.

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The landscape was slowly changing, a lot of roulottes and campers appeared as well as firemen and security forces. Less inhabitants and more state of emergency.
A state of emergency that everyone feels even today, the ones that are forced to live far away and the lucky ones that are still there.
A state of emergency that lasts even today, six months later.

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Il teatro di questo reportage è quindi un comune che non è stato mai direttamente al centro dell’attenzione mediatica, ma ha comunque subito tutti gli eventi sismici. L’occhio dei media è stato calamitato ovviamente dai casi più gravi: Amatrice e Accumoli prima Norcia e l’hotel Rigopiano poi.
Tutte zone colpite in modo devastante e vicinissime geograficamente.

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The scene of this reportage is a district that was not a main topic for the news but it suffered all the events. The media coverage was attracted mainly from the destruction in Amatrice and Accumoli, then from Norcia and at least from Rigopiano Hotel. All of these tragedies took place very near Acquasanta Terme.

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La neve in questi luoghi c’è sempre stata.
In maniera più o meno marcata le nevicate si sono sempre registrate ma in questo caso hanno isolato e reso diversa l’esperienza del terremoto, più dura e in qualche modo onirica.

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The people from these communities are used to snow.
Every year has its snowfall but this time it isolated and made the experience of earthquake a lot different: harder and somehow dreamlike.

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La neve attutisce, elimina l’orizzonte dalla vista e rende il paesaggio claustrofobico.
Stavolta ha eliminato anche le vie di fuga, materialmente, opponendosi in maniera soffice.

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Snow softens everything, delete the horizon and make claustrophobic the landscape.
This time deleted tangibly even the escape routes, standing softly.

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film, polaroid sx-70

La pietra miliare Polaroid SX-70

Credo che tutti i collezionisti abbiano delle pietre miliari, dei pezzi che per una ragione particolare desiderano raggiungere e aggiungere più degli altri.
Nella prima fase, che definisco esplorativa, ho acquistato perlopiù fotocamere giocattolo (per la plastica) e roba russa (perché mi incuriosivano le scritte in cirillico). Diventando più consapevole ho iniziato a fare acquisti mirati su pezzi legati maggiormente alla tecnica e al design. Ciò nonostante sono ancora immune al fascino Leica e Hasselblad per me è cosa tiepida. Il mio conto in banca ringrazia.
Ho sempre desiderato una Rolleiflex, le considero tuttora dei gioielli e forse è l’unico caso in cui accetto il possesso di più esemplari della stessa specie in collezione (ne ho due).
Il sistema Polaroid invece non mi ha mai attirato in maniera particolare, ma ho sempre saputo che prima o poi avrei dovuto avere quel capolavoro che è la SX-70.
Eccoci qua.

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I think that every collector has his “milestones”, some items that for some reasons are more attractive than others.
In my early days (as a collector) I bought a lot of toy cameras (because of the plastic) and lot of russian stuff (because of the cyrillic plates). As I became more informed I started buying cameras with technical and design pecularities. This may sound strange but today I still don’t have a crush for Leica and Hasselblad. That’s why my bank account still has the sign “+”.
I do love Rolleiflex and I would buy a ridicolous amount of them, but for now I got only two .
The Polaroid system has never fascinated me, but I always knew that one day I had to buy their masterpiece: the SX-70.
Here we are.

Si tratta della prima reflex a lente singola (SLR) istantanea della storia ma il punto non è questo. Si tratta della prima SLR istantanea della storia ed è pieghevole.
La vera rivoluzione è nella prima foto del post: una fotocamera che da chiusa occupa come un taccuino, e che può quindi essere riposta in tasca o in borsa.
Fu prodotta a partire dal 1972 su progetto dell’affermatissimo designer Henry Dreyfuss. A Dreyfuss è attribuita la frase “when the point of contact between the product and people becomes a point of friction, then the industrial designer has failed” che tradotto dovrebbe essere qualcosa come “quando il punto di contatto tra il prodotto e le persone diventa un punto di attrito, allora il designer ha fallito“. Come dargli torto?
Polaroid commissionò allo studio di Charles e Ray Eames, altra coppia di mostri sacri del design, di realizzare un video per introdurre al “sistema SX70” ed è anch’esso un capolavoro. Spiega in maniera estremamente dettagliata tutto il funzionamento, dalla meccanica all’elettronica fino alla chimica dell’emulsione.

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This is the first instant single lens reflex in history, but the point is: this is the first instant SLR in history and it’s a folding camera. The revolution is in the first picture of this post: a folded camera takes up the same space of a notepad (more or less) and you can put it in a pocket or in a bag.
The production begun in 1972 and the design was from the esteemed designer Henry Dreyfuss. He once said “when the point of contact between the product and people becomes a point of friction, then the industrial designer has failed“. Was he wrong?
Polaroid commissioned the Eames Office (even Charles and Ray Eames are among the greatest designers of the 20th century) to produce a film introducing the new SX-70 system, and the film is a masterpiece itself. Everything is deeply explained: from mechanics to electronics to chemicals.

Fu utilizzata tra gli altri da Ansel Adams, Andrej Tarkovskij e da un certo Warhol. Uno dei suoi esemplari è finito su ebay ma l’asta è scaduta nel Novembre 2013, il prezzo era di 50.000 dollari. Si trovano on-line molte foto di Warhol con la SX-70 e questo non ha fatto altro che accrescere il mito di una macchina già di per sé valida.

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Ansel Adams, Andrej Tarkovskij and Andy Warhol used this camera. Andy’s 1986 SX 70 was auctioned on ebay in November 2013, its price was $50,000. You might find a lot of pictures of Warhol with this camera online: this is how a myth starts.

Il mio modello è una Alpha – 1 ossia la quarta variante messa in commercio dal 1977.
È immacolata, è bellissima ma soprattutto: è funzionante. Ha qualche piccolissimo segno sulla pelle che dalle foto sembra enfatizzato, dal vivo giuro che sembra nuova.
Se non avete visto il video dei coniugi Eames vi spiego il funzionamento: con attenzione si apre la macchina prendendola dal mirino (la piastra superiore), ci si guarda dentro, si mette a fuoco con la ruota dentata e si preme il bottone rosso. Finito.

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My SX-70 is an Alpha – 1, the fourth variation from the launch back in 1977.
It’s intact, it’s beautiful and most of all: it works. It has some minor mark on it’s leather wich seems worst from these pictures, believe me to the naked eye it seems new.
If you didn’t see Eames video here I’m writing some basic instructions: grasp the back of the viewfinder cap and lift it up, watch inside the viewfinder, focus with the focusing wheel and shoot with the red button. Done.

Si sentirà un rumore celestiale e poco dopo questo gioiello sputerà la vostra foto.
È una fotocamera semplicissima da usare, i comandi sono tutti sulla parte frontale come potete vedere dalla foto qui sotto.
Sopra il pulsante rosso di scatto c’è la ruota dentata per la messa a fuoco che va da circa 30 cm a infinito, dall’altra parte una seconda ruota permette di variare l’esposizione scurendo o schiarendo quello che viene letto dall’esposimetro. I tempi di scatto sono quindi automatici e vanno da 1/175 a più di dieci secondi.
Anche l’apertura dei diaframmi viene gestita in automatico e si va da f/8 a f/22, con l’utilizzo del flash però si possono avere valori di f maggiori (non viene specificato quanto).

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You’ll hear a sound from heaven then this jewel will throw out your picture.
It’s a simple camera, everything is in the frontal panel as you can see from the picture below.
Above the red shooting button you’ll find the focusing wheel that allows you to put in focus from 30 cm to infinite. Opposite there’s an exposure wheel that alters the reading of the exposure meter. The shutter speed is automatic and goes from 1/175 to more than 10 seconds, even the diaphragm is automatic and has values from f/8 to f/22, when shooting with flash the camera can reach closer values (how much is not specified). 

Sopra la parte frontale c’è l’attacco per la barra flash, se avete visto il video sapete che si sta parlando di una barra da dieci bulbi monouso.
Sul retro invece c’è solamente il contapose, mentre nascoste dalla placca del mirino ci sono alcune istruzioni sulle cose da ricordare mentre si utilizza la fotocamera.
Furono creati una miriade di accessori, lenti aggiuntive filtri e via dicendo ma io non ho niente di tutto ciò.
Ma veniamo al bello, come tutti sanno il sistema Polaroid è defunto.
Precisamente dal 2008 quando l’azienda annunciò la fine della produzione di pellicole istantanee. All’evento di chiusura si incontrarono Florian Kaps e André Bosman e decisero di imbarcarsi in quello che divenne Impossible Project. Acquistarono i macchinari per la produzione da Polaroid ma rimasero senza fornitori e ovviamente senza formule per realizzare le pellicole. Ce l’hanno fatta.
Ad oggi Impossible è l’unico fornitore mondiale per questo tipo di prodotti, implementa costantemente la sua gamma e permette a tutti di continuare ad usare queste meraviglie. Grazie Impossible.

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The flashbar slot is located on the top of the frontal panel, if you saw the video you already know that we’re talking about a ten-time use flashbulb unit.
On the back of the camera you’ll find the counter so you’ll always know how many of the ten, ehm eight, photos are left. Under the viewfinder cap there are few instructions to use this Polaroid.
A lot of accessories and add-ons were designed: filters, lens converter and so on but I ain’t got one.
Let’s talk about the death of Polaroid.
In 2008 the company announced that it would stop producing film for its cameras. At the Polaroid factory’s closing event Florian Kaps and André Bosman met and decided to start the so called Impossible Project. They bought the production machinery from Polaroid but they were without supply and without formulas to build their own film. They did the job anyway.
Today Impossible is the only worldwide seller for these kind of products and is also introducing new film formats to use this kind of cameras. Thank you Impossible.

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digital, monofotografico, nikon d7000

Post monofotografico n°21

Questa è una cosa che mi sono sempre ripromesso di non fare: pubblicare una foto subito dopo averla scattata. Purtroppo oggi ci sta tutta.
Una porzione del Gran Sasso, mentre tornavo verso casa nelle marche, un viaggio infinito di cui parlerò più avanti. Per adesso è tutto.

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I really don’t want to publish a picture few hours after it has been taken, but today unfortunately this one has a sad meaning.
A partial view of Gran Sasso while I was coming back home in the Marche region, a difficult travel that I’ll describe further. 

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film, minolta 600si classic

In the aftermath 2

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Ancora una mini-serie realizzata durante le vacanze di fine anno nella mia zona. Del terremoto c’è ben poco questa volta, ho voluto scattare di notte e al buio per fermare il vuoto che è rimasto.

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Another bunch of photos from my birthplace, shoot during my christmas vacations. There are no direct references about the earthquake, I just wanted to photograph in the void of the night to show how empty is that place now.

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Non avevo con me la Delta 3200 Ilford e neanche la Voigtlander Bessa R con cui avevo scattato le volte scorse, ho rimediato tirando a 800 ISO una Kodak Tri-X e scattando con la Minolta Dynax 600si classic (che non usavo da parecchio a dire la verità). Avevo del Paranol S e per tirare la pellicola ho aumentato i tempi di 1/3: dai 9 suggeriti dalla devchart a 12. Sono andato un po’ a naso dato che non avevo trovato niente online per questa combinazione e devo dire che il negativo è risultato contrastato al punto giusto.

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I had no Ilfort Delta 3200 with me and I left my Voigtlander Bessa R in Rome so I choose to push a Kodak Tri-X to 800 ISO and use my Minolta Dynax 600si Classic. I developed this film using Tetenal Paranol S and increasing the total time for about 1/3 (12 minutes instead of 9 suggested by devchart). At the time I found no reference about pushing the Tri-X so I tryied and everything went well, the negative is good and has a good contrast.

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Nonostante le condizioni limite la reflex ha calcolato bene le luci, ho scattato a priorità di diaframma e non ho avuto problemi particolari con le esposizioni. Per sicurezza spesso ho fatto due scatti alterando le impostazioni.

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It was difficult for the reflex to calculate the exposure, I was shooting in aperture priority, so several times I shooted twice with different settings. Anyway the camera didn’t make mistakes and the results are fine.

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Ho finito di arredare e sistemare la camera oscura da poco quindi non ho ancora avuto modo di stamparle. Avevo parecchie stampe arretrate promesse da fare quindi è slittato tutto alla prossima occasione.

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I just finished to set up my new darkroom so I had no chance to print this pictures, I had other prints to make so I hope to deal with these shots next time.

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Spero di essere riuscito a rendere giustizia a questo splendido camper con le luci di Natale nell’abitacolo!

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I love this camper, it had christmas lights on the inside…

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Dopo il mio esperimento ho trovato questa pagina (in lingua inglese) in cui vengono approfonditi vari livelli di “push” (tiraggio) della Tri-X, da 800 a 12800!

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After my experiment I found this page about pushing Kodak Tri-X from 800 until 12800, really interesting!

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bessa R, film

Palazzo Barberini

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Lungi da me il voler parlare di politica su questo blog, ma una cosa la devo ammettere: i decreti Franceschini hanno cambiato in meglio molte delle mie domeniche.
Per chi ancora non lo sapesse da circa un anno e mezzo le prime domeniche del mese gli ingressi ai musei del MIBAC sono gratuiti e, cosa forse ancor più interessante, è possibile scattare foto all’interno (senza flash e cavalletto).

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I’m trying to translate my new posts in English, please don’t be cruel.  
One and half year ago our Minister of culture Franceschini introduced some changes in the italian museums system:  first sunday of  every month MIBAC museums tickets are free and you can take picture inside the museums whenever you want but without flash or tripod. 

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A Roma ho visitato molti siti che non avevo ancora visto, scoperto musei semi-sconosciuti e posso dire che ho finito la lista del “visitabile gratuitamente”.
Mi sono preso il lusso di tornare più volte negli stessi luoghi (in questa città ci si puo’ viziare) come il Palatino o il Museo d’Arte Orientale, ma forse la meta preferita fino ad ora è stata Palazzo Barberini.

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In Rome I discovered a lot of new sites and unknown museums…and today I think I just saw every free museum on the list.
I often went to the same place twice or more, like the Palatino or the Museum of Oriental Art, but my favourite is without a doubt Palazzo Barberini. 

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Il salone affrescato da Pietro da Cortona (prima foto) è il motivo per cui voglio tornarci ogni volta, tralasciando la Fornarina di Raffaello i vari Caravaggio e l’Enrico VIII. Giusto per dire. Una lista sicuramente più completa è qui.
In queste scorribande uso spesso la Voigtlander Bessa R, per discrezione e leggerezza, altrimenti sono dell’idea che una Rolleiflex non fa mai male. La pellicola in questo caso è una Fuji color 200, tutto sommato decente visti i risultati.

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Pietro da Cortona fresco “Triumph of Divine Providence” (first picture) is the reason why I want to go there everytime. Even Raffaello’s Fornarina or some Caravaggio paintings are in the gallery, a more exhaustive list can be found here.
In these sundays I walk around with my Voigtlander Bessa R because it’s silent and lightweight, otherwise a Rolleiflex is good but may result too big to carry around.
The film I used for these pictures is a simple Fuji color 200, it just did the job.

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