digital, nikon d7000

Pеволюция parte 3: Ленинград

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Ultimo capitolo del mio viaggio in Russia per il centenario della Rivoluzione Sovietica.

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This is the last chapter of my trip for the centenary of the Soviet Revolution.

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Con il Sapsan (сапсан), il treno ad alta velocità che collega Mosca a San Pietroburgo, sono tornato per la seconda volta nella vecchia Pietrogrado (o Leningrado).
Lo scorso anno mi è capitato di tornare anche a Cannes per la seconda volta ed è stata  una sensazione piuttosto strana.
Ho potuto visitare l’Hermitage ancora una volta e affrontare tutte le sale che mi ero perso in precedenza. In questa occasione il Palazzo d’Inverno offriva ovviamente qualcosa in più: l’allestimento speciale per commemorare la presa di quell’Ottobre 1917.
Testimonianze di quei giorni e dello spirito di cambiamento che proprio da qui inondò la Russia intera.

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I moved to Saint Petersbourg with the Sapsan from Moscow on an high speed rail, and for the second time in my life I visited the former capital Petrograd (or Leningrad).
In 2017 I also visited for the second time the city of Cannes and felt quite strange to me.
I walked again into the Hermitage museum and I saw rooms that I missed before but this time the Winter Palace offered something more: a special set up to celebrate the taking of this building in 1917.
Witnesess of those days and of the changeling that shooked the entire counrty.

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Ho anche visitato l’incrociatore Aurora (foto sopra) che con i suoi colpi di cannone diede il via alla rivoluzione. Attraccato sulle sponde della Neva oggi ospita sotto coperta un museo che celebra la sua centenaria storia.

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I also visited the Aurora cruiser that with its shots signalled the beginning of the revolution. Today is “parked” on the Neva and has been converted to a museum ship that celebrate his history.

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Sono tornato in quartieri già visitati, ritrovando ristoranti e mercati già visti.
Il fascino della città non è diminuito ai miei occhi.
La sensazione piuttosto era di familiarità con quello che avevo avidamente memorizzato la prima volta. Una conferma insomma.

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I saw again places, markets and restaurants that I saw in my first trip there.
The charm of the city was intact.
I had familiar feelings with all the places I keep in my memory, I can say it was a confirm to me.

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Riguardando le foto capisco che in qualche modo sono diverse da quelle scattate in passato, nonostante la fotocamera sia la stessa (Nikon D7000).
Qualcosa sicuramente cambia in chi fotografa e in come si rapporta alla città, ancora una volta.

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Looking at these pictures I understand that they’re different somehow from the pictures I took before, even if I used the same camera (a Nikon d7000).
Something changes in the photographer’s eye and in his connection to the city, once again.

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film, monofotografico, rolleiflex Automat

Post monofotografico n°29

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Questa foto è stata scattata su una pellicola scaduta circa 6 mesi prima che io nascessi, ossia nel gennaio 1983. Si tratta di una Ilford FP4.
La fotocamera con cui ho scattato è la Rolleiflex Automat, datata all’incirca 1951.

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I made this photograph on a roll that expired 6 months before my date of birth, that is January 1983. The roll is an Ilford FP4.
I used this film on a Rolleiflex Automat, dated approximately 1951.

Standard
digital, nikon d7000

Le stelle sull’altopiano

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Una notte perfetta per avvistare le stelle cadenti, senza la luna a 1452 metri di altezza.
Appena ho spento le luci della macchina mi sono reso conto che ero l’unico ad inquinare il buio del Pian Grande (a parte le poche luci di Castelluccio).

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It was the perfect night for shooting stars spotting: without the moon in the sky and lying at 1452 meters. As soon as I switched off the car’s lights I realized that I was the only one corrupting the darkness of the site (exception made for the few lights coming from Castelluccio).

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Con la Via Lattea sopra la testa e una pioggia fitta di stelle, l’umidità ha iniziato a salire lentamente dalla terra e ci ha cacciato dall’anfiteatro.
Ė difficile sentire freddo ad agosto, ma con 9 gradi e in quelle condizioni si può.

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With the Milky Way above us and the meteor shower going on, the humidity began to rise and threw us out the amphitheater.
It’s not easy to feel cold in August,  but with only 9 Celsius degrees and in that environment you can.

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Queste foto sono in qualche modo il seguito di questa guida.

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This post is somehow related to this old tutorial.

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film, lc-a

I Capitolini

Kodak Tmax 100 (Moersch Eco dev + Fix)

Ho voluto ricaricare la LC-A (o лк-а, Ломо-Компакт-Автомат) e portarla a fare un giro ai Musei Capitolini.
Li avevo visitati parecchi anni  fa, dieci credo, ma ricordavo quasi tutto il percorso.

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This time I chosed the LC-A (or лк-а, Ломо-Компакт-Автомат) and I went again to the Musei Capitolini here in Rome. I visited the museum several years ago, maybe ten, but I still remember the path of the exhibition.

Kodak Tmax 100 (Moersch Eco dev + Fix)

Mi sono sorpreso a rifare foto che avevo scattato in passato con la Canonet 28 e
anche stavolta avevo con me una fotocamera semi-automatica con un’ottica grandangolare.

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Sometimes I found myself taking the same pictures as years before, when I had a semi-automatic-wide-lens-camera too with me: the Canonet 28.

Kodak Tmax 100 (Moersch Eco dev + Fix)

Nonostante abbia ormai più di 20 anni, questo apparecchio espone ancora correttamente e riesce a gestire abbastanza bene anche le situazioni con luci critiche.
Ho scattato in bianco e nero, su rullino Kodak T-Max 100 sviluppato, come al solito, in casa.

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The LC-A is more than 20 years old but it’s still good at reading the exposition of the scene, even in critical situations.
I shooted in black and white on a Kodak T-Max 100 developed, as usual, at home.

Kodak Tmax 100 (Moersch Eco dev + Fix)

Per stamparle in camera oscura dovrò aspettare temperature più umane, se ne riparlerà a settembre.

Kodak Tmax 100 (Moersch Eco dev + Fix)

I will print these in my darkroom but it’s too hot now. I’ll wait for september and more human temperatures.

Kodak Tmax 100 (Moersch Eco dev + Fix)

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film, rolleiflex T

La serenissima

Lomo slide X-pro (LAB)

Dopo la Venezia notturna in digitale e gli effetti involontari causati dall’esposizione al sole di una diapositiva, ecco finalmente gli scatti in analogico.

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After a night in Venice and the aftermaths of exposing a positive film directly to the sun, finally it’s time to post my film photos of this beautyful city.

Lomo slide X-pro (LAB)

Sono passati quasi 4 mesi dal viaggio a Venezia, ho scattato più del solito ed è stata necessaria una selezione maggiore.
Ho esaurito 6 rullini 120 (il soggetto meritava), per un totale di 70 scatti. Pochi per l’era digitale, tanti per me in analogico medio formato.

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It’s been a while, 4 months more or less, since my trip to Venice. I shooted more than usually and I spent a lot of time editing all of these photos.
I used 6 x 120 rolls, the subject was good, and 70 pictures were taken. You may think that it’s not a big nomber for the digital era but for my analogic medium standard it’s huge.

Lomo slide X-pro (LAB)

Mi sono letteralmente innamorato della Venezia di bassa stagione, dubito di poter provare altrettanto stupore nella calca estiva o pressato in piazza San Marco.
L’umidità in alcuni momenti rendeva la città ancora più affascinante, la foschia e la luce creavano effetti-cartolina in ogni angolo.
Tra le altre cose ho visitato lo showroom della Olivetti progettato da Carlo Scarpa: il mito italiano dei calcolatori elettronici che incontra uno degli architetti più importanti del secolo scorso, per di più veneziano, in piazza San Marco. Da vedere.

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I falled in love with the city and I think because it was low season, I’m allergic to large crowds and sweaty rows.
Sometimes a particular light and haze completely changed the view and everything around me became beautiful and perfect like in a postcards photo.
Among other sites I visited Olivetti showroom by Carlo Scarpa: when the italian enlightened factory of electronic calculators met one of our greatest architect and designer, in Piazza San Marco. A must see in Venice.

Lomo slide X-pro (LAB)

Una città che si può visitare solo camminando, in cui le auto sono tagliate fuori, non può che essere un’esperienza straordinaria. Ci si perde in un fitto labirinto dove tutto funziona diversamente secondo una propria secolare logica. I vicoli, o per meglio dire le calle, a volte non hanno sbocco se non nell’acqua mentre altre aprono su scorci inaspettati.

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A city without cars it’s an extraordinary experience for everybody. You have to walk and discover this beautiful labyrinth, everything here follows different rules and has it’s own age-old logic. The streets (calle) sometimes end on water and sometimes end in beautiful squares or bridges.

Lomo slide X-pro (LAB)
Ho scelto la pellicola diapositiva Lomography Slide X-Pro , che in realtà altri non è che la nuova edizione dell’Agfa RSX 200.
Ho scattato con la Rolleiflex T, reduce da una sosta dal fotoriparatore, che si è già inceppata di nuovo con uno dei sei rullini. A quanto pare è un problema che viene fuori con l’età ed in quei casi devo sacrificare il rullino con cui stavo scattando e iniziare con uno nuovo.
Lunga vita alla diapositiva. E alla mia Rollei.

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For this trip I choosed Lomography Slide X-Pro , a newer edition of the Agfa RSX 200.
I shooted with my Rolleiflex T that still has few little problems with the advancing mechanism. The camera is growing old and sometimes I’ll have to sacrifice a roll.
Long life to slide photography. And long lie to my Rollei.

Lomo slide X-pro (LAB)

Lomo slide X-pro (LAB)

Lomo slide X-pro (LAB)

 

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digital, nikon d7000

Pеволюция parte 2: Mockba

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Seconda parte del mio viaggio per il centenario della Rivoluzione Russa: la prima volta a Mosca (o Mockba).

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Second chapter of my trip for the centenary of the Russian Revolution: the first time in Moscow (or Mockba).

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Mosca è una megalopoli che conta nella sua area circa 18 milioni di residenti ufficiali, in maniera ufficiosa solitamente se ne stimano almeno 20.
Premesso questo, tutto a Mosca è grande.
Sono grandi le periferie, sono grandi i nuovi palazzi, sono grandi i palazzi dell’epoca sovietica e sono grandi i monumenti.
La nuova “Москва-Сити”, la “Mockba City”, è sproporzionata. Purtroppo non l’ho fotografata degnamente e vi rimando a una ricerca online per capire di cosa sto parlando.
Questa sotto, ad esempio,  è la torre di Ostankino (Ostankinskaja telebašnja): completata nel 1967 è alta 540 metri ed è stata la struttura autoportante più alta al mondo fino al ’75 (oggi è al quarto posto), è attualmente la più alta in europa.
La torre della televisione di Berlino, che mi aveva affascinato qualche mese prima, è alta solamente 368 metri.

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Moscow is a megalopolis with around 18 millions official residents, more than 20 off the record.
Having said that, everything in Moscow is big.
There are big suburbs, big new buildings, big soviet buildings and big monuments.
The brand new “Москва-Сити”, “Mockba City”, is huge. I didn’t make a good photo and that’s why you need to search for it online to know what I’m talking about.
The photo above is, for example, Ostankino tower (Ostankinskaja telebašnja): completed in 1967 is 540 meters tall and has been the tallest free-standing structure in the world until 1975 (today is the fourth), is still the tallest in europe. 
Only few months before I was fascinated by the tv tower in Berlin, wich is only 368 meters tall.

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Ho soggiornato al ventiduesimo piano di un modernissimo albergo, in un complesso costruito per le olimpiadi del 1980. Moquette ovunque e temperatura interna sempre vicina ai 25 gradi mentre fuori si era intorno allo zero.
Conoscevo la metropolitana di San Pietroburgo, pensavo quindi di essere preparato per la metro di Mosca, “il palazzo del popolo”, invece sono rimasto ugualmente sorpreso.
Le decorazioni, i marmi, i lampadari e le statue fanno dimenticare di essere sotto terra. Il servizio è molto efficiente, forse perchè stiamo parlando del quinto sistema di metropolitana più frequentato al mondo con 12 linee e 208 stazioni, alcune delle quali concepite anche come bunker antiatomici.

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I stayed at the 22 floor of an up-to-date hotel complex built for the 1980’s olympic games.
Carpet everywhere, the inside temperature was fixed to 25 degrees (celsius) even if outside was around zero.
I already knew Saint Petersburg subway system so I tought I was ready to meet the famous Moscow metro, but I was wrong.
All the decorations, the marbles, the chandeliers and the statues makes you forget that you’re underground. The system works really well, maybe because we’re talking about the fifth underground system in the world in terms of passengers per year, with 12 lines and 208 stations, some were also built as atomic bunkers.

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Ho visitato il Centro Espositivo Panrusso noto anche come “Esposizione delle conquiste dell’economia popolare”, che in pratica era un surrogato dell’esposizione universale ad esclusiva dei paesi dell’URSS. Si passeggia tra il padiglione dell’Armenia e quello della Carelia fino ad arrivare al padiglione del Cosmo, facilmente riconoscibile grazie al Vostok parcheggiato davanti.

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I visited the Exhibition of Achievements of National Economy, known also as VDNKh, which was a sort of universal exposition for the CCCP world. I walked by the Armenian and the Karelian pavilions to reach in the end the Cosmos pavilion.
You can easily recognize it because of the Vostok parked in front of it.

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Le “sette sorelle” sono per l’appunto sette edifici voluti da Stalin, esempi imponenti del classicismo socialista anche noto come “gotico staliniano”. Sono disseminate in giro per la città e hanno sempre ricoperto diverse funzioni: una ospita l’università di stato (decima foto dall’alto), un’altra è un centro residenziale (Kotelnicheskaya, prima foto), un’altra è una sede ministeriale e cosi via.
Ne avevo scoperta l’esistenza qualche mese prima di partire grazie a wikipedia, trovarmi al cospetto di questi giganti mi ha messo comunque in soggezione.
Di notte sono illuminate benissimo e in cima splende, come sul cremlino, la stella rossa.

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The “seven sisters” is a group of seven buildings strongly willed by Stalin and built in a mixed architectural style known as socialist classicism or “Stalinist style”. You can find these beautiful skyscrapers in different locations, all in the central part of the city, and they were built for different purposes: the state university (tenth photo from above), a residence (Kotelnicheskaya, first photo), offices for the Ministry of Foreign Affairs and so on.
Thanks to wikipedia I discovered these giants few months before my trip to Moscow and I have to admit that in front of them I was in awe.
In the night there’s a great light design that increases their beauty and on the top, as for the cremlin, the red star shines.

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Il volume di questo post è ovviamente proporzionato alla città.

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Obvioulsy the size of this post is commensurate to the size of the city.

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