film, rolleiflex Automat

I colori della Portra

Lampione, Roma

Questo post a tre foto è dedicato alla Kodak Portra 400 e ai suoi splendidi colori.
Una passeggiata con la Rolleiflex Automat per Roma. Considerati i suoi 60 anni suonati usarla è un vero piacere.

Croce, roma

Lettore, Roma

Quest’ultima immagine è una cosa un po’ da nerd e va spiegata: si tratta di un ingrandimento al 300% della scansione a 2200 dpi (se non ricordo male)  del negativo in una zona periferica della prima immagine di cui potete riconoscere la persiana del palazzo a sinistra. Guardate la definizione dei mattoncini e i dettagli della persiana che l’obiettivo Tessar riesce a riprodurre, ogni volta questa cosa mi fa impazzire.
Considerando che la scansione è stata fatta con uno scanner piano di fascia media credo che si possa ottenere anche di più da un negativo come questo.
Alla faccia dei megapixel.

portra-4

Standard
film, horizont

Una russa in Russia

Nevskij Prospekt

Con questo articolo chiudo la tetralogia su San Pietroburgo e non potevo non farlo con una fotocamera russa che per l’occasione tornò in madrepatria: la Horizont.
Ammetto che ho scattato poco con questa macchina, ne avevo altre due e il tempo non ha giocato in mio favore. Portare in viaggio 3 fotocamere necessiterebbe il triplo dei giorni, mica male.
Detto questo ho tirato fuori una mini selezione da quello che ho scattato, la Horizont nel mio caso non fu profeta in patria.

Palazzo d'Inverno

I soggetti sono rispettivamente: Prospettiva Nevskij, Palazzo d’Inverno e Campo di Marte. Ho scattato su una Kodak T-max 100 sviluppata con T-max Dev e Fix,

Marsovo Pole

Standard
digital, nikon d3100

La conversione

infrared-1

Ho avuto la fortuna di avere tra le mani una vecchia D3100 (vecchia si fa per dire visto a cosa sono abituato) e mi è venuto in mente di utilizzarla per un progetto che avevo in mente da anni: la conversione completa all’infrarosso.

infrared-2

Avevo parlato della fotografia IR in questo vecchio articolo. Riassumendo, le modalità per approcciare questa tecnica sono 3:
– utilizzare una pellicola IR + filtro sulla lente
– scattare in digitale con un filtro da applicare sulla lente
– scattare in digitale convertendo la fotocamera.
Ad oggi non ho ancora provato la strada della pellicola e tutte le volte che ho scattato in infrarosso ho seguito la seconda via, la meno invasiva e più economica.
Ci sono però delle controindicazioni, i tempi di posa diventano lunghissimi e si scatta alla cieca visto che il filtro va montato sull’obiettivo. Bisogna quindi andare in giro obbligatoriamente con un treppiedi e fare mille tentativi.

infrared-3

La terza opzione, convertire la fotocamera, significa smontarla rimuovere il filtro hot mirror (che blocca gran parte degli IR e UV)  posto davanti al sensore e sostituirlo con uno che lascia passare solo gli infrarossi. A quel punto la situazione si capovolge, i tempi di scatto sono quasi normali e dal mirino della reflex, non avendo più il filtro nero sull’obiettivo, si vede la scena inquadrata. La fotocamera da quel momento scatterà solamente nell’infrarosso. Il processo è irreversibile a meno che non si voglia riaprire e richiudere la fotocamera per ripristinarla a come era prima con tutti i rischi che ne conseguono.

infrared-4

Mi sono messo quindi a smontare pezzo per pezzo una DSLR (è stata la mia prima volta) e seguendo indicazioni online sparse qua e la sono riuscito ad arrivare al sensore…è stato emozionante! Ho scelto di montare un filtro da 850 nm, che lascia passare solamente le frequenze dell’infrarosso e blocca tutto lo spettro visibile. Le foto che ho fatto in passato con la tecnica dei “colori falsati” si ottengono con filtri più leggeri che lasciano passare un po’ di frequenze visibili all’occhio umano, la D3100 essendo convertita al “deep infrared” produrrà solamente immagini in bianco e nero.

infrared-5

La bellezza di questa tecnica sta nello scoprire come i materiali reagiscono a questa luce a noi invisibile. L’inchiostro di alcune penne è totalmente trasparente agli infrarossi, in casa ho scattato foto a targhette vuote, liste non scritte e persino scoperto il costo di un libro che mi era stato regalato con il prezzo coperto a penna.

infrared-7
È anche interessante il fatto che si può scattare con un flash filtrato IR e quindi teoricamente si diventa “invisibili” nel buio. Non nego che l’idea mi stuzzica parecchio, ma per questo ho bisogno di altro tempo.

infrared-6

Le foto che vedete sono state scattate a Roma, le prime al cimitero Acattolico, altre nella zona ponte della scienza / gazometro e al lungotevere Vaticano.

infrared-9

 

Standard
bessa R, film

EUR 3200

eur-1

Già nel post precedente avevo accennato alla Ilford Delta 3200 ISO, notturna e piena di grana!
Sono riuscito a svilupparla in casa grazie alle ricette di santo digitaltruth, come si suol dire basta un po’ di Paranol S e la pillola va giù…
Perché cosi tanti ISO? Perché cosi cade il limite del “dopo una certa ora non si può più scattare a mano libera”.
Al crepuscolo 1/125 e in notturna 1/60 o 1/30 sono belle sensazioni.

eur-2

L’esposimetro della Bessa R riesce ad essere affidabile anche in queste situazioni limite, cosa non affatto scontata.
Sto iniziando ad apprezzare molto anche il 35 pancake Color-Skopar f2,5 talmente leggero e piccolo da essere quasi scomodo.
In realtà con un grandangolo così si scatta molto in iperfocale e le manovre da fare sono pochissime.

eur-3

Tecnicismi a parte, il soggetto delle foto è il Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR, diventato da qualche tempo il quartier generale di Fendi.
Fascismo architettonico e grana!

eur-4

eur-5

Standard