Cicladi prima parte: Amorgos

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Queste foto riguardano un viaggio che feci nel 2011, l’itinerario in breve prevedeva: arrivo in aereo ad Atene, di corsa traghetto per Amorgos e dopo qualche giorno partenza per Santorini con piccolo scalo a Naxos.
Per chi l’avesse dimenticato nell’Ottobre del 2011 la Grecia si stava affacciando sul baratro della crisi e lo sciopero generale di quei giorni complicò l’organizzazione già di per se precaria di questo viaggio.

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Filò tutto liscio ma ci furono in mezzo corse in taxi clandestini, traghetti all’ultimo minuto e passaggi notturni in macchina con persone con cui trovare una lingua comune per comunicare era impossibile. Tutto è stato ampiamente ripagato nell’istante in cui mi sono svegliato e uscendo dalla stanza davanti a me ho trovato una distesa di casette bianche da presepe.

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Amorgos è stata quindi la prima tappa delle Cicladi. Deve la sua fama al film francese “Le Grand Bleu” che, si capisce già dal titolo, ha ambientato in queste acque la sua storia di immersioni. Gli isolani sono eternamente grati e a riprova di questo esiste una trattoria che ogni sera proietta sempre lo stesso film.

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Sull’isola si trova un monastero stupendo che lascia semplicemente a bocca aperta, il monastero di Hozoviotissa, Aggrappato alle rocce si sviluppa completamente in verticale e si presenta come una macchia bianchissima quasi inaccessibile. La vista che si ha dall’interno è questa.

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Qualche tempo fa era stata proposta la candidatura come patrimonio dell’umanità per l’Unesco ma non credo si sia concretizzata, peccato.
Visitare l’isola è stato piacevole, a parte il Meltemi che ogni tanto si faceva sentire, sono rimasto impressionato dai colori dell’acqua e dai profumi delle piante aromatiche che tappezzavano le colline.

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Amorgos rimane comunque una meta turistica secondaria in quanto a flusso, non incontrai nessun italiano all’epoca e in generale pochi turisti passeggiavano nei vicoli bianchissimi dei villaggi.
Tutto questo nel più totale contrasto con quello che avrei trovato in quella splendida macchina trita-turisti che è Santorini di cui parlerò nel prossimo post.

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Post monofotografico n° 10

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Decimo post monofotografico nonché centesimo post sul blog, festeggio in pieno clima pasquale con questa finestra con mandibola!
Voigtlander Bessa R con Industar 61.

 

Lubitel è mille culure

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Questo rullino mi fece decisamente incazzare all’epoca, probabilmente avevo sbagliato io a esporre le foto fatto sta che mi ritrovai tra le mani una cosa ai limiti dell’ingestibile. La scansione mi diede dei file “difficili” che dovetti lavorare parecchio semplicemente per vedere cosa c’era nella foto!

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Curve, istogramma…un delirio e alla fine ogni foto un colore diverso. Ore buttate.
Dopo il lavoraccio le ho lasciate in un angolo buio del catalogo di Lightroom, arrabbiato.

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Poi basta far passare due anni e le rivaluti, adesso riesco a guardarle e ad accettare che abbiano delle dominanti diverse l’una dall’altra. Can I get an amen?
Tutto questo casino è stato possibile grazie alla Lubitel 166B (non smetterò mai di benedire i venti euro che mi hanno portato a lei) e la pellicola Slide X-pro Lomography che io continuerò a non crossprocessare.

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