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Il photoeditor dei miei nonni

Mi sono ritrovato tra le mani la classica scatola impolverata. Dentro c’erano foto stampate ormai ingiallite e negativi avvolti in cilindretti metallici: le foto dei miei nonni materni. Conoscevo quelle foto, ma non avevo mai riflettuto sulla possibilità  di trovare qualche rimasuglio non stampato tra i negativi .
Ho iniziato a digitalizzare il contenuto della scatola.

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Once upon a time there was a dusty box, inside it there were many photos and negative films rolled around little metallic cylinders: I was holding in my hands my grandparents pictures. I knew these photos but I never thought I could find something new in these negative films. I started to digitalize all the box content.

Ne è venuta fuori l’Argentina di una coppia di italiani emigrati. Scatti di vita familiare che hanno come sfondo i tardi anni ’50 e l’inizio degli anni ’60; la nascita e l’infanzia delle due figlie, le piccole gite in macchina, gli incontri con gli amici (emigratissimi anche loro) e la Buenos Aires di allora.
Mia madre scoprendo le “nuove” foto ha rischiato la sincope svariate volte.

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I found in these pictures the Argentina of an italian emigrant couple. Photos of a regular life in the late ’50 and early ’60: births of their daughters, little trips with their new car, meeting with friends and a gauzy Buenos Aires in the background. My mother saw some pictures for the very first time, she risked several heart attacks.

Finite le scansioni mi sono ritrovato tra le mani quasi un migliaio di foto in bianco e nero. Ovviamente i miei nonni non erano fotografi professionisti, scattavano per documentare la loro vita e quella delle loro figlie, ma tra le tante foto ce n’erano alcune veramente sorprendenti.
Ho iniziato allora l’editing per un libro. Parlo di self-publishing ovviamente🙂

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I scanned almost one thousand of black and white pictures. My grandparents weren’t professional photographers so they took pictures just to document their life and the life of their daughters, but between the whole box there were some astonishing photos.
Then I decided to start editing the work to realize a book. In self-publishing obviously🙂  

Scattavano indistintamente mia nonna e mio nonno. Foto dopo foto ho iniziato a ricostruire mentalmente i loro luoghi e i loro spazi, quasi fosse una mappatura, fino a conoscere le stanze della loro casa ei cespugli del loro giardino.
Ho utilizzato spesso intere sequenze del negativo,  sembrano fotogrammi di una ripresa in super 8 tanto sono ravvicinati nel tempo.

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Both my grandma and my grandpa took this pictures. Shoot by shoot I started reconstructing places and spaces in my mind, until I felt familiar with their rooms and their garden.
Often I used entire sequences of negative film and it feels like super 8 frames.   

Adesso ho tra le mani il libro cartaceo e sento di aver reso giustizia a questi scatti persi.

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Now I’ve the book in my hand and I feel like I did justice to these lost photos. 

 

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20 thoughts on “Il photoeditor dei miei nonni

    • Si fortunatamente ormai ci sono un sacco di siti che permettono di stampare un libro fotografico a prezzi decenti…poi secondo me è un’ottima conclusione per un lavoro fotografico!

  1. Sono immagini di un intensità sorprendente, un fotogiornalismo della vita quotidiana davvero bello, mi hai fatto venire voglia di andare a spulciare tra le scatole dei miei genitori🙂

    • In effetti quelli che mi hanno colpito di più sono gli scatti meno posati, quelli di vita quotidiana vera e propria.
      Ti consiglio vivamente di andare a spulciare, potresti anche tu trovare belle sorprese!🙂

  2. Grande Krossmann, hai fatto una cosa che faremmo bene a fare un po’ tutti… Mio nonno fotografava i pescatori che facevano la sciabica nudi sulla spiaggia allora deserta di San Benedetto del Tronto, credo negli anni 40 e 50🙂

    • Bello, mi piacerebbe proprio vedere questi scatti! io vivo a Roma ma sono nato ad Ascoli Piceno e non ho mai sentito parlare dei pescatori nudi di San Benedetto…chissà che foto!

  3. Passato il primo momento di commozione che queste immagini riescono sempre a darmi,come co-protagonista non finirò mai sufficientemente di ringraziarti per quello che mi hai donato con il tuo lavoro certosino che ha saputo trasformare racconti sfocati di un’infanzia felice ma finita troppo in fretta in una testimonianza di vita grazie anche alle tue bellissime parole,grazie mamma

  4. Che begli scatti! Che emozione le vecchie foto… hai fatto benissimo a raccoglierle in un libro, ottima idea.
    Ah, mi sono iscritta alla tua fanpage su fb.🙂

  5. Adoro ritrovare vecchie foto che appartengono alla mia famiglia o che siano appartenute a perfetti estranei. Al punto che sul mio blog ho inaugurato una nuova rubrica proprio oggi: la vita degli altri: foto e storie dai mercatini. Davvero un bel pezzo, il tuo!

  6. Pingback: Il Retinette (Parte 1 di n) |

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