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Post monofotografico n°26

Turchia, 2010.

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Turkey, 2010.

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In pellegrinaggio alla LOMO

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Due anni fa tornato da San Pietroburgo ho scoperto che avevo mancato un obiettivo clamoroso: la fabbrica LOMO.
Per anni non avevo collegato che si trattava dell’acronimo di “Leningradskoye Optiko-Mekhanicheskoye Obyedinenie” ossia  qualcosa come “associazione ottico-meccanica di Leningrado”, da qui la mia mancanza.

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Two years ago I came back from a trip to Saint Petersburg and I realized that I missed a fundamental point of interest: the LOMO factory.
For years I ignored that LOMO means “Leningradskoye Optiko-Mekhanicheskoye Obyedinenie” (Leningrad Optics & Mechanics Amalgamation) and that was  the problem.

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Oggi nel ridente stabilimento in Chugunnaya Ulitsa si continuano a produrre microscopi, telescopi e apparecchiature mediche.
Non mi è molto chiaro quanto oggi la LOMO russa sia imparentata con la Lomographische AG austriaca che detiene il marchio “Lomography”. Fino a ieri avrei detto che non avevano niente a che spartire, ma ho poi scoperto il fantastico sito in flash lomo.ru. Qualche relazione con la “Lomography entertainment” deve esserci visto che nella home c’è anche il link a lomography.com.

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Today in Chugunnaya Ulitsa the factory produces microscopes, telescopes and medical devices.
It’s not clear to me how russian LOMO is related to austrian Lomographische AG (who owns the “Lomography” trademark). I always thought that was only a name-tribute to the camera maker, but than I discovered the fabulous flash website lomo.ru and there’s a link in the homepage wich points to lomography.com. 

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Dal 1995 fino al 2005 qui era ripartita la produzione della LC-A, grazie a delle negoziazioni con l’allora vice-governatore di San Pietroburgo Vladimir Putin.
La grande richiesta registrata a partire dal ’91 era dovuta a due studenti austriaci che, ispirati da questa fotocamera, crearono il movimento oggi conosciuto come “Lomography”.

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From 1995 until 2005 this factory re-started LC-A camera production after negotiations with the vice-mayor of Saint Petersburg Vladimir Putin.
Requests for this camera were growing since 1991, after the founding of the “Lomography” movement made by two austrian students fascinated by LC-A.

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Fondata nel 1914 nell’allora Pietrogrado, con non so quale nome, venne riorganizzata diverse volte e divenne anche GOMZ “Gosularstvennyi Optiko-Mekhanicheskii Zavod” (azienda ottico-meccanica statale) nel ’32.
Negli anni sovietici è stata una delle aziende più importanti e segrete dell’unione ed è arrivata ad impiegare fino a 30.000 lavoratori. Ha collezionato nella sua storia tre “ordini di Lenin” che ora campeggiano sopra l’ingresso della fabbrica.

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The factory was founded in Petrograd in 1914 – I couldn’t find the original name – and was reorganized several times. His name even changed to GOMZ “Gosularstvennyi Optiko-Mekhanicheskii Zavod” (State Optical and Mechanical Factory) in 1932.
In the sovietic era was one of the largest and most secret company of the Union and employed over 30.000 workers. In his history LOMO collected three Orders of Lenin, now visible above the main entrance of the building.

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A parte la LC-A, LOMO ha prodotto negli anni apparecchi “pop” notevoli come la Lubitel e la Chmena.  Caratteristiche principali: essenzialità, resistenza e basso costo di produzione.
Ho potuto solo passeggiare intorno l’edificio, sapevo anche di un piccolo negozietto con microscopi e rimanenze che però non sono riuscito a trovare.
Sarà per la prossima volta.

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A lot of russian “pop” camera were produced here, like Lubitel or Chmena. Typical of these devices are simplicity, solidness and low-cost production.
I just walked around the factory, I remember I heard rumors about a little shop with few microscopes and unsold stock but I couldn’t find it.
Maybe next time I’ll be more lucky.

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Un’estate fa

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“Un’estate fa” è un progetto fotografico seriale che a distanza di un anno torna sui luoghi colpiti dal terremoto del centro Italia e ritrae i suoi personaggi secondari spesso dimenticati: le roulotte.

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“Un’estate fa” (Last summer) is a series of portrait dedicated to the minor characters of the earthquake events that took place a year ago in central Italy: caravans.

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Per chi il mese prossimo sarà a Roma, questo lavoro sarà esposto presso HOP – House of Photography all’interno del RAW – Rome Art Week 2017.

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For those who will be in Rome next month, this work will be exhibited at HOP – House of Photography during RAW – Rome Art Week 2017.

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Sinossi:

Nel trambusto degli avvenimenti che hanno seguito il 24 agosto scorso sono comparsi, nelle zone colpite dagli eventi sismici, roulotte e camper reduci dagli anni ’80 e ’90.
Si sono diffusi nel giro di poche settimane e hanno modificato silenziosamente un territorio già di per sè in piena fase di rivoluzione. Acquistati o donati hanno occupato pacificamente i piazzali,
hanno affiancato i palazzi, si sono poggiati ai lati della strada.
Alcune roulotte a distanza di un anno sono scomparse, altre sono state allontanate ma in gran parte rimangono al loro posto. Come un’abitudine presa facilmente ma che fatica ad andarsene.
Nelle frazioni più lontane rimangono coperte dall’erba, avvolte nei teli e sono ancora li a testimoniare le vacanzedell’estate scorsa. Questo lavoro vuole documentare la loro dimenticata presenza.

Acquasanta Terme, Ascoli Piceno, 2017.

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Berlin

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Credo che farò un paio di post sul viaggio di questa estate a Berlino, ecco il primo (finalmente).

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I think I’ll made a couple of posts about Berlin, finally here’s the first one.

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Ho avuto la fortuna di girare in bici per la città, ho macinato kilometri e ho capito che un’alternativa a come vivere le metropoli è possibile.
Poi sono tornato a Roma e ho subito dimenticato tutto.

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I wandered around with a bike, I traveled a lot of kilometers each day and I realized that this can be a great way to live in a big city.
When I came back home in Rome I forgot everything: here it’s impossible.

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Berlino è una città strana e difficile da decodificare, specialmente dal punto di vista architettonico dove la storia più recente si fa sentire.
La sua bellezza forse è negli spunti di riflessione che pone.
Il razionalismo sovietico di Karl Marx Strasse, l’isola dei musei (Museumsinsel), Postdamer Platz e il complesso del Bundestag tutto in una sola città.

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Berlin is a strange city and is really difficult to decode.
Especially if we speak about the architecture (the heritage of recent history is something you can really feel) there’s a lot of food for thought.
The Soviet rationalism of Karl Marx strasse, the Museuminsel, Postdamer Platz and the Bundestag complex all in just one city.

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Ma in queste foto poca architettura: con la digitale ho preferito scattare in strada, a volte direttamente dalla bici senza scendere.
Ho portato a spasso anche la Rolleiflex ma con le foto analogiche farò un altro post.

 

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These photos are not focused on architecture: with my digital camera I prefered to target what was on the street, sometimes I even shooted without getting off the bike.
I had my Rolleiflex with me but I’ll use those photos for another post.

 

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Una città in evoluzione, che continua a cambiare aspetto attraverso i mille cantieri; una grande quantità di gru, altissime e colorate.
Ho visto anche palazzi abbandonati che cadono a pezzi in zone relativamente centrali, a quanto pare sono più tollerate che da noi.

 

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This city is evolving, changing its shape through the building sites you see everywhere and the colored, tall cranes.
I also saw ruined buildings near the center of the city, and I understood that there’s more tollerance about this topic there.

 

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Forse questo ha a che fare con l’aspetto punk di questa città e il suo recente trascorso di ricostruzione.

 

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Maybe this is related to the punk side of this city and with its recontruction story. 

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Spesso si ha la sensazione di una “città dilatata”, ampi spazi e strade larghe, ma la situazione può cambiare nel giro di qualche isolato.
Questo sottolinea la personalità multipla di Berlino.

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Walking around you often have the feeling that this is a “dilated city”, wide open spaces and wide roads, but everything might change after few blocks.
That underlines Berlin’s multiple personality.

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In volo

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La calma sul blog è solo apparente, sto preparando insieme almeno quattro post diversi in contemporanea e non è facile venirne fuori.
Forse cinque visto che i primi di ottobre esporrò in una home-gallery qui a Roma.

Intanto lascio uno scatto fatto a una colomba che volava troppo vicina al sole.

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This blog has been silent in the last months but now I’m writing four posts at the same time. And this is not so easy.
Maybe five posts because in early october I will exhibit in an home-gallery here in Rome.

Meanwhile here’s a picture of a dove flying too close to the sun.

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