film, rolleiflex T

Рим

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Le prime settimane di gennaio a Roma faceva parecchio freddo, per un attimo ho potuto vivere un po’ di Russia a Piazza della Repubblica.
La fontana era ghiacciata e un gruppo di persone ovviamente si era accalcato intorno per fotografare quello spettacolo.
Io anche in questo caso ero con la Rolleiflex T, che il freddo non lo soffre.

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In the first weeks of January was very cold in Rome, Piazza della Repubblica felt like Russia for a while.
The fountain was iced and a some people went there to photograph this unusual show.
I was there with my Rolleiflex T, who doesn’t care about this temperatures. 

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monofotografico, rolleiflex T

Post monofotografico n°22

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Anche bruciare parzialmente un rullino può non essere una catastrofe. Fortunatamente in questo caso non c’è nessun problema alla fotocamera (la Rolleiflex T), è stata solo colpa mia che ho deciso di far prendere un pò di aria e quindi luce al negativo.
Non è stata una catastrofe anche perchè la foto che c’era sotto non mi pare una gran perdita. Bruciata è meglio.

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To “burn” a roll of film is not necessarily a disaster. Lucky me this is not due to a camera fault (my Rollei T) but to my idea of put a part of the roll in the fresh air and let it breathe for a moment. This is not a disaster also because the picture underneath is not a great loss. Burned is better.

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bessa R, film

Safari Atac

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C’è stato un breve periodo in cui ho dovuto per cause di forza maggiore spostarmi esclusivamente con i mezzi. La cosa positiva è che ne ho approfittato per scattare dal finestrino, come fosse un safari. Ecco tre esemplari di donna.

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Last year for few weeks I was forced to  use public transport and this was a good thing for me because I took a lot of pictures out of the window. It was like a safari. Here’s three examples of woman.

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Mi piacciono molto i colori della foto qui sopra, ancora di più pensando che sono saltati fuori da una pellicola Perutz Primera color 100 scaduta solo 12 anni fa.
Per il safari ero con la Voigtlander Bessa R e il 35mm Color-Skopar.

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I like a lot the colors of the photo above, maybe it’s because the film is a 12 year expired Perutz Primera color 100.
In this safari I had with me my Voigtlander Bessa R and a 35mm Color-Skopar.

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film, polaroid sx-70

La pietra miliare Polaroid SX-70

Credo che tutti i collezionisti abbiano delle pietre miliari, dei pezzi che per una ragione particolare desiderano raggiungere e aggiungere più degli altri.
Nella prima fase, che definisco esplorativa, ho acquistato perlopiù fotocamere giocattolo (per la plastica) e roba russa (perché mi incuriosivano le scritte in cirillico). Diventando più consapevole ho iniziato a fare acquisti mirati su pezzi legati maggiormente alla tecnica e al design. Ciò nonostante sono ancora immune al fascino Leica e Hasselblad per me è cosa tiepida. Il mio conto in banca ringrazia.
Ho sempre desiderato una Rolleiflex, le considero tuttora dei gioielli e forse è l’unico caso in cui accetto il possesso di più esemplari della stessa specie in collezione (ne ho due).
Il sistema Polaroid invece non mi ha mai attirato in maniera particolare, ma ho sempre saputo che prima o poi avrei dovuto avere quel capolavoro che è la SX-70.
Eccoci qua.

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I think that every collector has his “milestones”, some items that for some reasons are more attractive than others.
In my early days (as a collector) I bought a lot of toy cameras (because of the plastic) and lot of russian stuff (because of the cyrillic plates). As I became more informed I started buying cameras with technical and design pecularities. This may sound strange but today I still don’t have a crush for Leica and Hasselblad. That’s why my bank account still has the sign “+”.
I do love Rolleiflex and I would buy a ridicolous amount of them, but for now I got only two .
The Polaroid system has never fascinated me, but I always knew that one day I had to buy their masterpiece: the SX-70.
Here we are.

Si tratta della prima reflex a lente singola (SLR) istantanea della storia ma il punto non è questo. Si tratta della prima SLR istantanea della storia ed è pieghevole.
La vera rivoluzione è nella prima foto del post: una fotocamera che da chiusa occupa come un taccuino, e che può quindi essere riposta in tasca o in borsa.
Fu prodotta a partire dal 1972 su progetto dell’affermatissimo designer Henry Dreyfuss. A Dreyfuss è attribuita la frase “when the point of contact between the product and people becomes a point of friction, then the industrial designer has failed” che tradotto dovrebbe essere qualcosa come “quando il punto di contatto tra il prodotto e le persone diventa un punto di attrito, allora il designer ha fallito“. Come dargli torto?
Polaroid commissionò allo studio di Charles e Ray Eames, altra coppia di mostri sacri del design, di realizzare un video per introdurre al “sistema SX70” ed è anch’esso un capolavoro. Spiega in maniera estremamente dettagliata tutto il funzionamento, dalla meccanica all’elettronica fino alla chimica dell’emulsione.

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This is the first instant single lens reflex in history, but the point is: this is the first instant SLR in history and it’s a folding camera. The revolution is in the first picture of this post: a folded camera takes up the same space of a notepad (more or less) and you can put it in a pocket or in a bag.
The production begun in 1972 and the design was from the esteemed designer Henry Dreyfuss. He once said “when the point of contact between the product and people becomes a point of friction, then the industrial designer has failed“. Was he wrong?
Polaroid commissioned the Eames Office (even Charles and Ray Eames are among the greatest designers of the 20th century) to produce a film introducing the new SX-70 system, and the film is a masterpiece itself. Everything is deeply explained: from mechanics to electronics to chemicals.

Fu utilizzata tra gli altri da Ansel Adams, Andrej Tarkovskij e da un certo Warhol. Uno dei suoi esemplari è finito su ebay ma l’asta è scaduta nel Novembre 2013, il prezzo era di 50.000 dollari. Si trovano on-line molte foto di Warhol con la SX-70 e questo non ha fatto altro che accrescere il mito di una macchina già di per sé valida.

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Ansel Adams, Andrej Tarkovskij and Andy Warhol used this camera. Andy’s 1986 SX 70 was auctioned on ebay in November 2013, its price was $50,000. You might find a lot of pictures of Warhol with this camera online: this is how a myth starts.

Il mio modello è una Alpha – 1 ossia la quarta variante messa in commercio dal 1977.
È immacolata, è bellissima ma soprattutto: è funzionante. Ha qualche piccolissimo segno sulla pelle che dalle foto sembra enfatizzato, dal vivo giuro che sembra nuova.
Se non avete visto il video dei coniugi Eames vi spiego il funzionamento: con attenzione si apre la macchina prendendola dal mirino (la piastra superiore), ci si guarda dentro, si mette a fuoco con la ruota dentata e si preme il bottone rosso. Finito.

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My SX-70 is an Alpha – 1, the fourth variation from the launch back in 1977.
It’s intact, it’s beautiful and most of all: it works. It has some minor mark on it’s leather wich seems worst from these pictures, believe me to the naked eye it seems new.
If you didn’t see Eames video here I’m writing some basic instructions: grasp the back of the viewfinder cap and lift it up, watch inside the viewfinder, focus with the focusing wheel and shoot with the red button. Done.

Si sentirà un rumore celestiale e poco dopo questo gioiello sputerà la vostra foto.
È una fotocamera semplicissima da usare, i comandi sono tutti sulla parte frontale come potete vedere dalla foto qui sotto.
Sopra il pulsante rosso di scatto c’è la ruota dentata per la messa a fuoco che va da circa 30 cm a infinito, dall’altra parte una seconda ruota permette di variare l’esposizione scurendo o schiarendo quello che viene letto dall’esposimetro. I tempi di scatto sono quindi automatici e vanno da 1/175 a più di dieci secondi.
Anche l’apertura dei diaframmi viene gestita in automatico e si va da f/8 a f/22, con l’utilizzo del flash però si possono avere valori di f maggiori (non viene specificato quanto).

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You’ll hear a sound from heaven then this jewel will throw out your picture.
It’s a simple camera, everything is in the frontal panel as you can see from the picture below.
Above the red shooting button you’ll find the focusing wheel that allows you to put in focus from 30 cm to infinite. Opposite there’s an exposure wheel that alters the reading of the exposure meter. The shutter speed is automatic and goes from 1/175 to more than 10 seconds, even the diaphragm is automatic and has values from f/8 to f/22, when shooting with flash the camera can reach closer values (how much is not specified). 

Sopra la parte frontale c’è l’attacco per la barra flash, se avete visto il video sapete che si sta parlando di una barra da dieci bulbi monouso.
Sul retro invece c’è solamente il contapose, mentre nascoste dalla placca del mirino ci sono alcune istruzioni sulle cose da ricordare mentre si utilizza la fotocamera.
Furono creati una miriade di accessori, lenti aggiuntive filtri e via dicendo ma io non ho niente di tutto ciò.
Ma veniamo al bello, come tutti sanno il sistema Polaroid è defunto.
Precisamente dal 2008 quando l’azienda annunciò la fine della produzione di pellicole istantanee. All’evento di chiusura si incontrarono Florian Kaps e André Bosman e decisero di imbarcarsi in quello che divenne Impossible Project. Acquistarono i macchinari per la produzione da Polaroid ma rimasero senza fornitori e ovviamente senza formule per realizzare le pellicole. Ce l’hanno fatta.
Ad oggi Impossible è l’unico fornitore mondiale per questo tipo di prodotti, implementa costantemente la sua gamma e permette a tutti di continuare ad usare queste meraviglie. Grazie Impossible.

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The flashbar slot is located on the top of the frontal panel, if you saw the video you already know that we’re talking about a ten-time use flashbulb unit.
On the back of the camera you’ll find the counter so you’ll always know how many of the ten, ehm eight, photos are left. Under the viewfinder cap there are few instructions to use this Polaroid.
A lot of accessories and add-ons were designed: filters, lens converter and so on but I ain’t got one.
Let’s talk about the death of Polaroid.
In 2008 the company announced that it would stop producing film for its cameras. At the Polaroid factory’s closing event Florian Kaps and André Bosman met and decided to start the so called Impossible Project. They bought the production machinery from Polaroid but they were without supply and without formulas to build their own film. They did the job anyway.
Today Impossible is the only worldwide seller for these kind of products and is also introducing new film formats to use this kind of cameras. Thank you Impossible.

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film, minolta 600si classic

In the aftermath 2

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Ancora una mini-serie realizzata durante le vacanze di fine anno nella mia zona. Del terremoto c’è ben poco questa volta, ho voluto scattare di notte e al buio per fermare il vuoto che è rimasto.

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Another bunch of photos from my birthplace, shoot during my christmas vacations. There are no direct references about the earthquake, I just wanted to photograph in the void of the night to show how empty is that place now.

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Non avevo con me la Delta 3200 Ilford e neanche la Voigtlander Bessa R con cui avevo scattato le volte scorse, ho rimediato tirando a 800 ISO una Kodak Tri-X e scattando con la Minolta Dynax 600si classic (che non usavo da parecchio a dire la verità). Avevo del Paranol S e per tirare la pellicola ho aumentato i tempi di 1/3: dai 9 suggeriti dalla devchart a 12. Sono andato un po’ a naso dato che non avevo trovato niente online per questa combinazione e devo dire che il negativo è risultato contrastato al punto giusto.

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I had no Ilfort Delta 3200 with me and I left my Voigtlander Bessa R in Rome so I choose to push a Kodak Tri-X to 800 ISO and use my Minolta Dynax 600si Classic. I developed this film using Tetenal Paranol S and increasing the total time for about 1/3 (12 minutes instead of 9 suggested by devchart). At the time I found no reference about pushing the Tri-X so I tryied and everything went well, the negative is good and has a good contrast.

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Nonostante le condizioni limite la reflex ha calcolato bene le luci, ho scattato a priorità di diaframma e non ho avuto problemi particolari con le esposizioni. Per sicurezza spesso ho fatto due scatti alterando le impostazioni.

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It was difficult for the reflex to calculate the exposure, I was shooting in aperture priority, so several times I shooted twice with different settings. Anyway the camera didn’t make mistakes and the results are fine.

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Ho finito di arredare e sistemare la camera oscura da poco quindi non ho ancora avuto modo di stamparle. Avevo parecchie stampe arretrate promesse da fare quindi è slittato tutto alla prossima occasione.

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I just finished to set up my new darkroom so I had no chance to print this pictures, I had other prints to make so I hope to deal with these shots next time.

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Spero di essere riuscito a rendere giustizia a questo splendido camper con le luci di Natale nell’abitacolo!

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I love this camper, it had christmas lights on the inside…

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Dopo il mio esperimento ho trovato questa pagina (in lingua inglese) in cui vengono approfonditi vari livelli di “push” (tiraggio) della Tri-X, da 800 a 12800!

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After my experiment I found this page about pushing Kodak Tri-X from 800 until 12800, really interesting!

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bessa R, film

Palazzo Barberini

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Lungi da me il voler parlare di politica su questo blog, ma una cosa la devo ammettere: i decreti Franceschini hanno cambiato in meglio molte delle mie domeniche.
Per chi ancora non lo sapesse da circa un anno e mezzo le prime domeniche del mese gli ingressi ai musei del MIBAC sono gratuiti e, cosa forse ancor più interessante, è possibile scattare foto all’interno (senza flash e cavalletto).

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I’m trying to translate my new posts in English, please don’t be cruel.  
One and half year ago our Minister of culture Franceschini introduced some changes in the italian museums system:  first sunday of  every month MIBAC museums tickets are free and you can take picture inside the museums whenever you want but without flash or tripod. 

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A Roma ho visitato molti siti che non avevo ancora visto, scoperto musei semi-sconosciuti e posso dire che ho finito la lista del “visitabile gratuitamente”.
Mi sono preso il lusso di tornare più volte negli stessi luoghi (in questa città ci si puo’ viziare) come il Palatino o il Museo d’Arte Orientale, ma forse la meta preferita fino ad ora è stata Palazzo Barberini.

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In Rome I discovered a lot of new sites and unknown museums…and today I think I just saw every free museum on the list.
I often went to the same place twice or more, like the Palatino or the Museum of Oriental Art, but my favourite is without a doubt Palazzo Barberini. 

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Il salone affrescato da Pietro da Cortona (prima foto) è il motivo per cui voglio tornarci ogni volta, tralasciando la Fornarina di Raffaello i vari Caravaggio e l’Enrico VIII. Giusto per dire. Una lista sicuramente più completa è qui.
In queste scorribande uso spesso la Voigtlander Bessa R, per discrezione e leggerezza, altrimenti sono dell’idea che una Rolleiflex non fa mai male. La pellicola in questo caso è una Fuji color 200, tutto sommato decente visti i risultati.

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Pietro da Cortona fresco “Triumph of Divine Providence” (first picture) is the reason why I want to go there everytime. Even Raffaello’s Fornarina or some Caravaggio paintings are in the gallery, a more exhaustive list can be found here.
In these sundays I walk around with my Voigtlander Bessa R because it’s silent and lightweight, otherwise a Rolleiflex is good but may result too big to carry around.
The film I used for these pictures is a simple Fuji color 200, it just did the job.

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film, horizont, monofotografico, panoramica

Post monofotografico n°20

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Ho ripescato questa foto ormai vecchia, stiamo parlando del 2011 che tradotto nelle mie ere fotografiche è la preistoria. Non è particolarmente interessante, ma mi ha fatto tornare in mente la bellissima Horizont che non sto utilizzando da un po’.
All’epoca scansionavo in jpg, senza il telaio dello scanner (beata ignoranza) e lasciavo un bordino che qui non è del tutto sbagliato.

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