digital, infrarosso, nikon d3100

Infrared Caffarella

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Con le belle giornate torna la voglia di bici, di parco e di infrarosso. Ogni cosa è legata all’altra e questo post ne è la dimostrazione.
Entrando nel Parco della Caffarella ci si ritrova in aperta campagna, i palazzoni sono sullo sfondo lontani e spesso scompaiono del tutto. Per fortuna.

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When is sunny you want to go out with the bike, maybe in a park and maybe with an infrared camera. One thing brings the other.
Entering the Parco della Caffarella makes you feel like you’re in a countryside, you can only see  few buildings far away on the background.

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Le condizioni meteo influenzano non poco la fotografia all’infrarosso, anche se la mia D3100 ha il filtro sul sensore e scatta quindi su tempi piuttosto decenti rimane avida di luce.
I bei cieli neri ci sono in condizioni di sereno totale, qualche nuvola non guasta ma se il cielo è troppo coperto meglio lasciar perdere.

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The weather is fundamental for infrared photography.
Even if I hacked my own Nikon D3100 putting the IR filter on its sensor (so I can shoot with faster shutter speeds) the camera still wants a lot of light.
These beautyful dark skies comes when it’s clear and without clouds, if the sky is cloud-covered you’d better stop taking IR photos.

caffarella-3Solitamente riesco a scattare con tempi vicini a 1/100 intorno a ISO 400, anche se la fotocamera è una entry-level regge bene questo tipo di sensibilità.
In questo modo evito il cavalletto e posso scattare senza scendere dalla bici.

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Usually I shoot around 1/100 at 400 ISO and even if we’re talking about an entry level camera the results are good at this sentitivity.
I can comfortably take pictures without get off the bike and, more important,  without a tripod.

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Il giorno in cui ho fatto queste foto ho anche incontrato un coniglio bianco che mi ha tagliato la strada scappando. Il classico bianconiglio insomma.
Avrei potuto titolare questo post “Alice nel paese dell’infrarosso” ma ho ancora stima di me stesso.

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The day I took these pictures I met a white rabbit running free on the field, maybe it was that “white rabbit”.
I could have titled this post “Alice in infraredland” (or IRland) but thanks to my self-esteem I didn’t
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film, horizont, monofotografico, panoramica

Post monofotografico n°20

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Ho ripescato questa foto ormai vecchia, stiamo parlando del 2011 che tradotto nelle mie ere fotografiche è la preistoria. Non è particolarmente interessante, ma mi ha fatto tornare in mente la bellissima Horizont che non sto utilizzando da un po’.
All’epoca scansionavo in jpg, senza il telaio dello scanner (beata ignoranza) e lasciavo un bordino che qui non è del tutto sbagliato.

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digital, infrarosso, nikon d3100

Le rovine della moderna Roma

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Questa rovina risale all’epoca Veltroni, è visibile da lunghe distanze data la sua altezza (circa 70 mt) e fu progettata da un certo Santiago Calatrava.
Faceva parte di un complesso molto più grande con una seconda vela piscine scoperte e viali alberati.

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Come spesso accadeva all’epoca ci furono problemi economici che protrassero i lavori per anni fino all’abbandono totale. Si partì con una stima di 60 milioni di euro che poi diventarono 120, poi 240. Si parlò infine di 660, ma qui si entra nella leggenda dell’era Alemanno.

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L’impianto doveva, insieme ad altri, essere completato per i mondiali di nuoto del 2009 ma, come poi fu scritto nei libri di storia, si ripiegò sulle già esistenti piscine del Foro Italico risalenti agli anni ’30.

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Negli anni seguenti ci furono alcune proposte di riconversione a giardini coperti o di demolizione dell’intera struttura. Le foto sono state scattate solo qualche settimana fa, questo è quindi il suo stato ai giorni nostri.

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Avevo già pubblicato un paio di scatti sulla “vela” o “pinna di squalo” fatti con la Rolleiflex qui qualche tempo fa.
Quelle che vedete in questo post invece sono foto digitali in infrarosso, scattate con l’ormai fidatissima D3100 riconvertita.

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film, mamiya 645J, panoramica

Il progetto Mamiyapan

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Da sempre ho un debole per il formato panoramico. Sarà per lo sviluppo orizzontale dell’immagine che costringe a “leggerla” scorrendo da un lato all’altro e gli fa perdere l’immediatezza a cui spesso siamo abituati o semplicemente per l’appeal più cinematografico.

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Fino  ad ora per ottenere panoramiche mi sono affidato al montaggio di più foto per il digitale (photo stitching) o alla Horizont con obiettivo rotante. Entrambe le soluzioni hanno dei limiti più o meno castranti: lo stitching si affida al calcolo del software quindi non sempre fa centro sui dettagli e l’obiettivo rotante odia visceralmente i raggi di luce e l’orizzonte non in bolla.

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La soluzione può quindi essere una fotocamera analogica panoramica ad obiettivo fisso, ce ne sono diverse tra cui l’Hasselblad X-Pan. Mooolto bella sia chiaro ma anche costosa e non priva di punti deboli.

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Dopo varie letture sui forum ecco l’illuminazione: comprare un bel grandangolo per la Mamiya 645 e tagliare il medio formato per ottenere la foto panoramica. Cosi facendo il negativo sarebbe comunque abbastanza grande e si eviterebbero gli inconvenienti di cui sopra.   Ho acquistato un Sekor 45mm  e infilato due rettangolini di carta sotto il prisma del viewfinder per vedere dal mirino l’area in versione “panorama “, et voilà è nata la Mamiyapan.
Spese ridotte, stessa fotocamera e possibilità di decidere a posteriori se tenere il formato 4/3 o tagliarlo. Gli scatti saranno comunque 16 per il rullo 120.

mamiyapan

A questo punto la difficoltà sta tutta nel ritaglio e nella composizione fatta in post. Per adesso mi sono tenuto su scatti geometrici più “facili” da gestire ma mi rendo conto che questo esercizio sarà buona cosa anche per tutti gli altri formati.
Il crop è una eresia totale per i puristi, io non sono purista ergo croppo quanto e quando voglio.

mamiyapan

Le foto che vedete sono prese solamente da un paio di rullini perchè in realtà la controindicazione maggiore è che la mamiya rimane un macchinone da portare dietro, con il paraluce del 45mm poi sembra più una cinepresa che una fotocamera!

mamiyapan

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film, horizont, panoramica

Suicidio panoramico

Lomo 100 (R09 +Ilford rapid fix)

Solamente pensare di fare un post con delle immagini panoramiche su questo blog mi fa venire il mal di testa, ne ho pubblicati un paio in passato e mi avevano scoraggiato…un blog impaginato in questa maniera le fa diventare minuscole e non gli rende giustizia.
Da qui il titolo.

Lomo 100 (R09 +Ilford rapid fix)

Ultimamente mi sto innamorando di nuovo del formato panoramico, stavo valutando l’acquisto di una x-pan ma poi ho desistito pensando che avrei potuto fare più o meno la stessa cosa tagliando un medio formato e quindi risparmiando una valanga di soldi.
Sto partorendo quindi in questo periodo la Mamiya-pan, ma ne parlerò in un’altra occasione.

Lomo 100 (R09 +Ilford rapid fix)

Come già avevo accennato in questo post, sono il felice possessore di una Horizont con la “t” finale, fotocamera a obiettivo rotante che sforna foto 24×58 su rullino 35mm classico. La foto ha quindi un angolo di 120°.

Lomo 100 (R09 +Ilford rapid fix)

Quelle che vedete sono state scattate tutte con questa bellissima macchina.
Con l’ingranditore per il medio formato ne ho anche stampata qualcuna e sono molto soddisfatto, le panoramiche stampate sono stupende!

Lomo 100 (R09 +Ilford rapid fix)

Ci sono però alcuni limiti alle fotocamere con obiettivo rotante ed è il motivo per cui sto allestendo la Mamiya-pan.
Primo su tutti è il sole nell’inquadratura: da evitare assolutamente, l’obiettivo ruotando fa dei casini inauditi con i raggi diretti e nel 90% dei casi esce fuori qualcosa di ignobile.
Altra limitazione è la mancanza di messa a fuoco, ma alla fine ci si fa l’abitudine e si pensa solo a scattare!

Lomo 100 (R09 +Ilford rapid fix)

Ma in fin dei conti se vi capita tra le mani una Horizont con la “t” siete fortunati perchè è un aggeggio particolarissimo che con qualche accorgimento può portarvi nel mondo delle panoramiche.

Lomo 100 (R09 +Ilford rapid fix)

Occhio a rimanere in bolla durante lo scatto!

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digital, infrarosso, nikon d7000

Roma oggi (in infrarosso)

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Potrebbe sembrare la nuova campagna pubblicitaria per il Gay Pride 2015 e invece sono scatti in infrarosso fatti oggi, in digitale. Presi dalla fotocamera di solito sono usati in bianco e nero  oppure invertendo i canali su photoshop può saltare fuori qualcosa simile a questo.

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Dato l’orario di pubblicazione dovrei rititolare “Roma ieri”, ma non lo farò.

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