film, rolleiflex T

Soviet Rollei e la Piazza Rossa

Lomo Slide X-pro 200 (LAB)

Nei miei viaggi solitamente porto sempre dietro una fotocamera a pellicola  oltre la digitale, per avere un approccio il più diverso possibile ho optato spesso per la Rollei T: scatto quadrato, niente elettronica e magari uso pellicole in bianco e nero.

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Usually I travel with both digital and film camera. I like to have two radically different approaches so I often carry my Rollei T: squared images, electronics-free and feeded with black and white film.

 
Lomo Slide X-pro 200 (LAB)

Il modello T è stata la mia prima Rolleiflex, la acquistai nel 2014 e da allora non mi ha mai dato problemi. Ho sempre nutrito una fiducia fuori misura per questa macchina e non l’ho neanche fatta revisionare e lubrificare, cosa sbagliatissima.

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I bought the T model in 2014 and it was my first Rolleiflex, since then it never gave me problems. I always relied on this camera and it never asked for a CLA!

Lomo Slide X-pro 200 (LAB)

Dopo il viaggio a Cannes e quello a Berlino, è stato il turno di Mosca.
Per l’occasione ho scelto di portare la diapositiva Lomography X-Pro (che amo e odio, ma non cross-processo) curioso di vedere le virate magenta e giallo in questa nuova situazione.

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In 2017 after Cannes and Berlin, I also went to Moscow.
I choose a positive film, the Lomography X-Pro (that I hate or love, but I don’t cross-process) and I was really curious to see that purple-yellow colour alteration applied to our Great Mother Russia. 

Lomo Slide X-pro 200 (LAB)

Ho scattato un rullino senza problemi, poi arrivato sulla Piazza Rossa sono impallidito.
Premessa per chi non conosce la macchina, la T ha una leva unica che gestisce tempo e diaframma in “coppia”: portando la leva su e giù cambiano le coppie a parità di esposizione mentre per cambiare diaframma bisogna tirare la leva e portarla su o giù.
Tempi e diaframmi si leggono dall’alto attraverso una finestrella.
Sono impallidito perché da quel momento in poi non sono più riuscito a cambiare diaframma, la leva andava a vuoto e soprattutto non sapevo se diaframma segnato era effettivamente quello giusto o meno.

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The first roll ran out without problems but then I arrived at the Red Square and I turned pale.
For those who don’t know the camera, the T model has one single lever that drives both times and diaphragms: you simply slide it up and down to change combination (with the same exposure value) but if you need to uncouple the settings and change the exposure value you have to pull the lever and slide it up and down. The settings, in numbers, are shown in a little window above the viewing lens.
I turned pale because from that moment on I was unable to change diaphragm, the lever was somehow unlinked to the numbers displayed and I didn’t know what value I just set.

Lomo Slide X-pro 200 (LAB)

Ho finito di scattare il secondo rullino, ne volevo fare molti di più, e l’ho lasciata in valigia per il resto del viaggio.
Pur essendo novembre, non credo sia stato un problema di temperatura visto che si era solamente intorno allo zero.
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I finished the second roll and then I left the Rollei in my suitcase for the entire trip.
It was november but I don’t think it was a temperature issue, it was cold but not too much (around 0° celsius).

Lomo Slide X-pro 200 (LAB)

Sono ottimista quindi ho pensato subito ad un danno irreparabile.
Una volta tornato a Roma l’ho portata dal fotoriparatore di fiducia (per fortuna ancora esistono) e adesso sto scattando un rullo di “prova”, anche se la musica sembra essere tornata quella di sempre.

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I am a positive thinker so my first thought was of an unfixable damage.
When I came back to Rome I took the camera straight to CLA and now I’m shooting my first test roll even if everything seems to be ok. A second life has begun for this 50 years old camera.

Lomo Slide X-pro 200 (LAB)

Standard
film, lubitel 166B

Lubitel è mille culure

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Questo rullino mi fece decisamente incazzare all’epoca, probabilmente avevo sbagliato io a esporre le foto fatto sta che mi ritrovai tra le mani una cosa ai limiti dell’ingestibile. La scansione mi diede dei file “difficili” che dovetti lavorare parecchio semplicemente per vedere cosa c’era nella foto!

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Curve, istogramma…un delirio e alla fine ogni foto un colore diverso. Ore buttate.
Dopo il lavoraccio le ho lasciate in un angolo buio del catalogo di Lightroom, arrabbiato.

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Poi basta far passare due anni e le rivaluti, adesso riesco a guardarle e ad accettare che abbiano delle dominanti diverse l’una dall’altra. Can I get an amen?
Tutto questo casino è stato possibile grazie alla Lubitel 166B (non smetterò mai di benedire i venti euro che mi hanno portato a lei) e la pellicola Slide X-pro Lomography che io continuerò a non crossprocessare.

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Standard
film, mamiya 645J

Fa caldo

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Mi serve andare a pesca nel catalogo ogni tanto e tirare su foto dopo qualche mese. Questo perchè sono particolarmente lento a raggiungere il minimo di obiettività necessario per maneggiare le mie stesse foto.

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C’è poi un gusto particolare nel rivedere le foto dopo 5-6-7 mesi: fuori fa freddo e rivedi le foto di Agosto o stai morendo di caldo e hai davanti foto con la neve. Non tanto nostalgia, direi  piuttosto un sano distacco termico-temporale.

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Ecco quindi un breve estratto della scorsa estate (ero troppo preso dal pubblicare le foto di Budapest che ho tralasciato tutto il resto) scattate con la Mamiya 645 su diapositiva Lomography Slide X-Pro 400 (non cross-processata).

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