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Una Beirette nuova di pacca

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La penultima volta che sono stato a porta Portese ho trovato un banchetto con delle stupende scatole blu: l’imballo era perfetto con tanto di plastica trasparente che iniziava a cedere al tempo.
In pratica il tizio stava vendendo alcuni esemplari ancora inscatolati di Beirette VSN a 15€.

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I went to Porta Portese market again and I found a stand which was selling some blu boxes. Mint packages with perfect plastic envelops, only a little aged: these were “brand new” Beirette VSN, sold for 15€.

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Incuriosito dalle circostanze ne ho comprata una e tornato a casa ho trovato dentro: custodia rigida, tracolla, gancio per il polso, istruzioni ma soprattutto garanzia italiana fino a settembre 1990!
Chissà se settembre è incluso o meno.

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I was really curious and I bought one. Inside the box I found: a case, a shoulder strap, a hand strap, instructions and last but not least a full warranty effective until september 1990!
I wonder if september is included or not.

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La fotocamera in sé è veramente piccola, ultraleggera ma non da affatto l’idea di essere fragile. Il corpo è in plastica e alluminio.
La casa produttrice non è molto nota, si tratta della Beier, per l’esattezza la “Kamera-Fabrik Woldemar Beier” poi ribattezzata in “VEB Kamerafabrik Freital” nel ’79 (credo sia il motivo di quella sigla KF sulla scatola).
Prodotto nell’allora DDR dagli anni ’70 fino ai ’90, si tratta di un modello particolarmente riuscito.

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This is a really small camera, it’s lightweight but it doesn’t seem to be fragile. Its body is made of plastic and aluminium.
The company which built it is the not well known Beier, to be more precise its name was “Kamera-Fabrik Woldemar Beier” and was later renamed as “VEB Kamerafabrik Freital” (I think that is the real meaning of the KF logo on the box).
This camera was produced in the so-called DDR from the ’70s until the early ’90s: this was a successful product.

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Completamente manuale, ovviamente sprovvista di esposimetro, ha i fantastici “segni meteo” per regolare l’apertura del diaframma e si va dal “sole pieno” =  f22 a “nuvoletta nera” = 2,8.
Si regola tutto nella zona del gruppo ottico, anche i tempi di scatto che sono riportati sulla stessa ghiera dei valori DIN/ASA. In questo caso si va da 1/125 a 1/30 + posa B.

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It’s a completely manual camera and of course there’s no lightmeter in it. There are some “weather symbols” that indicate the diaphragm values: “sun” means f=22 and “black cloud” means f=2,8.
You can change all the settings near the optics, the shutter time values are on the same ring where the DIN/ASA values are. You can set the time from 1/125 to 1/30 + bulb.

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La messa a fuoco va da 0,6 metri a infinito.
Una  fotocamera completa insomma, ha anche l’attacco per il flash! La particolarità è forse nel pulsante di scatto che è nella parte frontale mentre sotto, oltre la bellissima scritta DDR, c’è il pulsante di rilascio per riavvolgere il rullino.

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You can focus from 0,6 meters to infinity.
A full-optional camera we could say, it also has a hot shoe for the flash!
The shutter release button is in front of the camera, near the lens. On the base of it there’s a DDR embossed sign and the release-rewind knob.

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Ecco tre scatti dal primo rullino, i colori sono quelli di una Perutz Primera 100 scaduta da qualche anno. Non è eccelsa in quanto a nitidezza ma è ottima per scattare foto in giro senza pensare (vedi lomografia).

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Here are some examples from my first roll with this camera.  These colors came out from an expired Perutz Primera 100. If you’re looking for sharpness this is not your camera but if you want to take pictures without thinking too much just buy it (if you can find one). 

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La fugacità della plastica nelle apparecchiature concepite per la cattura della luce: la Supersampler

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Non so proprio come affrontare il discorso Supersampler ed è forse proprio per questo che ho aspettato fino ad oggi per parlarne.
Potrei dire che è una delle fotocamere più divertenti, originali e creative che ho ma non posso fermarmi a questo. Devo anche scrivere che ne ho comprate 5 o 6 fino ad ora e non certo per collezionismo!

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Ma andiamo con ordine: la Supersampler è una trovata Lomography quasi interamente realizzata in  plastica a 4 lenti che scatta su normalissimo rullino 35 mm una mini sequenza fotografica.

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In pratica gli otturatori delle 4 lenti non scattano all’unisono ma in un intervallo selezionabile di 0,2 o 2 secondi e questo si traduce in una divisione in 4 strisce del fotogramma = 4 foto in una.

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Non mi dilungo troppo sulla teoria visto che le foto si fanno capire molto meglio di me!
Non aspettatevi cavalletto esposimetro e scatti studiati, la Supersampler è una “punta e scatta” in puro stile Lomography: “don’t think just shoot”. Per sfruttarla al meglio dovete muovervi mentre scattate, avvicinarvi in maniera inquietante al soggetto (le lenti sono grandangolari quindi tutto vi sembrerà lontano) e per l’inquadratura affidarvi al fato visto che la camera è sprovvista di mirino.

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Per caricare lo scatto dovete tirare la cordicella con l’anello che spunta sul fianco.
Tutto questo fin quando non si rompe.

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La plastica è leggera, economica (per chi produce, non per chi compra) simpatica e colorata ma tende a scassarsi. Succede quindi che ci si fa prendere la mano e sul più bello ti abbandona.
Sarò sfortunato ma a me ormai è successo più di tre volte e non credo più al caso. Dopo un po’ iniziano a bloccarsi gli otturatori e si passa da quattro mini foto a 3 foto più una striscia bianca o nera a seconda del caso…

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Le foto che si riescono a tirar fuori dalla Supersampler rimangono comunque fantastiche: vignettate con colori saturi e soprattutto divertenti!

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Dopo un po’ inizi a sentirti un deficiente a scattare alla cieca e muovendoti come un ossesso ma i risultati migliori arrivano proprio cosi ed il bello è proprio questo.
In conclusione alla fatidica domanda “consiglieresti questa fotocamera?” io rispondo NI.
Sicuramente va provata ma se non è la tua è meglio cosi risparmi un bel po’ di bestemmie quando si rompe.
Spero di essere smentito, magari a me sono capitate tutte da lotti fallati oppure in realtà non ci ho capito niente e la cordicella attiva l’autodistruzione…

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Vi lascio con questo soffione che fa molto “via col vento”.

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lubitel 166B

Lubitel 166 B

In un mercatino di Natale qui a Roma (se non sbaglio era il 2008) trovai questa fotocamera e la comprai per 23 €. Chiariamo subito che ho un debole per le fotocamere russe, ho iniziato a fotografare con una Zenith e sono sempre stato affascinato dalla produzione sovietica pre-crollo del muro.

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I bought this camera for 23€, I think it was in 2008 when I found it in a christmas market. 

I have a weakness for russian cameras, I started to photograph with a Zenith and I’m really fascinated by the whole production of  USSR before the wall’s destruction.

Questa è una TLR, Twin Lens Reflex o reflex a doppio obiettivo, il nome è dovuto (come si vede chiaramente in foto) alla presenza di due ottiche distinte: una è per il mirino l’altra per la pellicola. Le due ottiche sono rapportate tramite ghiere, in modo tale che focheggiando su una lente l’altra si muove di conseguenza.

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This is a TLR, Twin Lens Reflex, and its name is due to the double optics on the body (as you can see in these pictures): the first on top is for the viewfinder, the other one is for the film. They’re connected through metal rings that surrounds them, so when you focus the two lens will move togheter.

Il mirino è detto a pozzetto perchè va guardato dall’alto, questo può essere molto comodo quando si vuole fotografare senza dare troppo nell’occhio ed è anche un buon modo per “estraniarsi” visivamente dalla scena che si sta fotografando.

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It has a waist-level viewfinder and this means that you have to watch it from the top of the camera: this is a good trick if you want to take pictures without attracting attention or if you want to get out of the context.

Dalle informazioni che ho potuto trovare su internet questo modello è stato prodotto dal 1980 al 1990 nell’allora Leningrado, la scritta sul coperchio del mirino è quella “LOMO” ormai famosa per via della Lomography…ma questa è un’altra storia.

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On the net I found that this model was produced from 1980 to 1990 in the old Leningrad,  on the viefinder cap you can see the “LOMO” logo embossed. We remember it for Lomography…but that’s another story.

Intorno all’ottica ci sono delle piccole leve che regolano il diaframma (4,5/22) e i tempi di scatto che vanno da 1/250 a 1/15 + posa B.

L’avanzamento della pellicola è manuale quindi ci si può divertire con doppie o triple esposizioni. Su un fianco c’è un alloggio per flash (che non ho mai testato) e nel mirino si può aprire un braccetto con una piccola lente di ingrandimento per mettere a fuoco con più precisione.

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Iris (4,5/22) and shutter time (1/250 to 1/15 + B) controls are all around the main lens and film advance is manual so you can have fun with double or triple expositions. On the left side of the body you find the flash shoe (not tested yet) and in the viefinder there’s a little magnifier that really helps while focusing.

Quelli che vedete sono alcuni scatti realizzati con questa fotocamera, la pellicola è una “medio formato” ossia 120 (o 6×6).

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Here some photos I made with this camera, is a medium format so yuo have to use 120 film (6×6).

Come vedete non si tratta di un medio formato professionale, ma neanche di una macchina giocattolo visto che per utilizzarla bisogna conoscere le basi della fotografia (non è una “punta e scatta”).

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As you can see this is not a professional camera, but to use it you have to know the basic rules of photography: this is not a point-and-shoot!

Ancora oggi viene commercializzata dalla Lomography in una versione “166 + universal”, seguendo questo link trovate una breve storia della Lubitel sul microsito del prodotto.

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Today the “166+ universal” version is produced by Lomography, on this microsite you can find a short story about this camera.


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