digital, nikon d7000

L’emergenza soffice, notte

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Ho impiegato circa sei ore nel viaggio tra Roma e casa mia nelle marche il 19 Gennaio scorso. Sei ore che di solito sono due e tre quarti.
A causa della neve caduta la Salaria era stata interrotta qualche chilometro prima della mia destinazione, quindi il pullman che solitamente fa quella tratta è dovuto passare per L’Aquila poi risalire per la A14 ed infine si è fermato ad Ascoli senza proseguire.

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In the 19th of January it took me six hours to get to my parent’s home, usually is a less than three hours trip.
The Salaria road is the one that the coach travels to get there but due to the heavy snowing in those days it was interrupted few kilometers before my destination. The coach had to travel on an alternate route: Rome to L’Aquila then San Benedetto del Tronto and finally it stopped at Ascoli Piceno.

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Ero l’unico a dover tornare verso Acquasanta Terme, il giorno precedente non avrei potuto farlo: la Salaria era bloccata anche tra Ascoli e Acquasanta, la zona in mezzo era in pratica isolata.
Ho aspettato la partenza di un mini-bus extraurbano con gomme chiodate, eravamo solamente due passeggeri. Poco dopo aver lasciato il primo siamo rimasti fermi (io e l’autista) per circa un quarto d’ora ad aspettare che un generatore venisse scaricato.
Il camion che lo trasportava ha dovuto fare manovra su una strada che era stata pulita solamente per la larghezza di una corsia.

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I was the only passenger that had to reach Acquasanta Terme.
The day before I couldn’t have done it because the road was interrupted between Ascoli and Acquasanta too. The area between was isolated.
I took a little bus with studded snow tires and I was just one of the two passengers.
At the first stop we had to wait fifteen minutes because a truck was unloading a power unit and the road was too narrow. The snowplow removed the snow only from one side of the road, so it was a bit difficult for the truck to turn back.

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Per la prima volta in vita mia mi sono fatto lasciare sullo svincolo della superstrada e ho fatto un piccolo pezzo di strada a piedi per arrivare a destinazione. La foto qui sopra è stata scattata proprio quella sera. Certe esperienze servono anche a cambiare la prospettiva.

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For the first time in my life I came back home walking from the highway. It wasn’t a great distance but it gave me a new perspective, the picture above was taken that night.

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Della prima sera sono anche l’incontro con lo spalaneve (prima foto, sembra una versione dark del flying spaghetti monster)  e le ultime due foto del post. Ho scattato le restanti tre durante altre passeggiate serali in solitaria.

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The first night I also took the picture of the snowplow (the first one, it seems a dark version of the flying spaghetti monster) and the last two pictures of this post. The other ones were shooted in my night walks.

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Passeggiando di sera al buio si era completamente soli, o almeno cosi sembrava.
Le cose che mi hanno colpito di più sono stati i rami degli alberi caduti a terra spezzati e la vista di un viale con gli ulivi piegati dal carico della neve.

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Walking in the night I was completely alone or so it seemed.
The snow broke a lot of branches and these were in the streets. One of these streets has a lot of olive trees and all of them were under a heavy load of snow.

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A parte qualche pattuglia di ronda in strada non c’era nessuno, qualche cane abbaiava e su un terrazzo c’erano ancora le luci di Natale colorate che si accendevano e spegnevano. Nient’altro.

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I met only few patrols, nobody was on the streets in those hours. A dog was barking and some coloured Christmas lights were on a balcony.
Nothing else.

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digital, nikon d7000

L’emergenza soffice, giorno

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Ho scattato queste foto tra il 19 e il 23 gennaio scorso nelle marche, precisamente a Paggese una frazione del comune di Acquasanta Terme. A molti questo nome non dirà niente, qualcuno invece negli ultimi mesi avrà sentito nominare Acquasanta in relazione ai terremoti del centro Italia.
Il 18 gennaio ci sono state quattro scosse di magnitudo compreso tra 5 e 5,5  con l’aggravante della situazione meteo: nelle zone meno colpite del comune c’era più di un metro di neve, mentre in parecchie frazioni si arrivava tranquillamente a tre metri.

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I took these pictures in the late january, in the marche region. To be more precise in Paggese, a small community of the Acquasanta Terme district. Someone here in Italy may have heard this name towards the earthquakes we had in the last months.
The 18th of january there have been four events with magnitude between 5 and 5.5. The weather made everything worst: in some lucky area of the district the snow was  only 1 meter heigh  but elsewhere it reached 3 meters.

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Siamo in una fascia compresa tra i Monti Sibillini a nord e i Monti della Laga a sud, il secondo comune per vastità della provincia (dopo il capoluogo Ascoli Piceno) che ha però una densità di soli 20 abitanti per kmq. Un territorio che comprende molte frazioni spesso distanti tra loro, paesi disabitati o con pochi abitanti durante il periodo invernale che si ravvivano durante il periodo estivo.

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This place is between the Sibillini mountains (north) and the Laga mountains (south), the second largest district in the Ascoli Piceno area that only has 20 inhabitants per km2. It has a lot of small communities living far from one another, deserted villages or villages with few inhabitants that grow during the summer.

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Tutto questo ovviamente prima del terremoto del 24 agosto scorso.
Via via i borghi con le case più antiche (quindi più colpite dal sisma) si sono letteralmente svuotati, molti edifici sono stati giudicati inagibili e altri che hanno retto sono invece a rischio perché troppo vicini a case pericolanti.
Poi c’è stato il sisma del 30 ottobre, inutile dire che la situazione è diventata ancora più precaria. L’edificio stesso del comune è stato dichiarato inagibile e questo la dice lunga su come possa essere difficile gestire certi eventi.

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This was the state before the earthquake of the 24th of August. Then the villages with the ancient houses were litterally emptying, a lot of houses are condemned and others are at risk because too near to condemned houses.
Then it came the earthquake of the 30th of october, the situation became worst. The city hall itself was condemned.

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Il paesaggio si è lentamente popolato di roulotte e camper, pompieri e forze dell’ordine. Sempre meno abitanti e sempre più emergenza, un’emergenza con cui fa i conti sia chi è costretto a vivere lontano dal cosiddetto cratere sia chi ancora oggi è li. Da  circa sei mesi ormai.

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The landscape was slowly changing, a lot of roulottes and campers appeared as well as firemen and security forces. Less inhabitants and more state of emergency.
A state of emergency that everyone feels even today, the ones that are forced to live far away and the lucky ones that are still there.
A state of emergency that lasts even today, six months later.

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Il teatro di questo reportage è quindi un comune che non è stato mai direttamente al centro dell’attenzione mediatica, ma ha comunque subito tutti gli eventi sismici. L’occhio dei media è stato calamitato ovviamente dai casi più gravi: Amatrice e Accumoli prima Norcia e l’hotel Rigopiano poi.
Tutte zone colpite in modo devastante e vicinissime geograficamente.

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The scene of this reportage is a district that was not a main topic for the news but it suffered all the events. The media coverage was attracted mainly from the destruction in Amatrice and Accumoli, then from Norcia and at least from Rigopiano Hotel. All of these tragedies took place very near Acquasanta Terme.

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La neve in questi luoghi c’è sempre stata.
In maniera più o meno marcata le nevicate si sono sempre registrate ma in questo caso hanno isolato e reso diversa l’esperienza del terremoto, più dura e in qualche modo onirica.

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The people from these communities are used to snow.
Every year has its snowfall but this time it isolated and made the experience of earthquake a lot different: harder and somehow dreamlike.

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La neve attutisce, elimina l’orizzonte dalla vista e rende il paesaggio claustrofobico.
Stavolta ha eliminato anche le vie di fuga, materialmente, opponendosi in maniera soffice.

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Snow softens everything, delete the horizon and make claustrophobic the landscape.
This time deleted tangibly even the escape routes, standing softly.

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digital, monofotografico, nikon d7000

Post monofotografico n°21

Questa è una cosa che mi sono sempre ripromesso di non fare: pubblicare una foto subito dopo averla scattata. Purtroppo oggi ci sta tutta.
Una porzione del Gran Sasso, mentre tornavo verso casa nelle marche, un viaggio infinito di cui parlerò più avanti. Per adesso è tutto.

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I really don’t want to publish a picture few hours after it has been taken, but today unfortunately this one has a sad meaning.
A partial view of Gran Sasso while I was coming back home in the Marche region, a difficult travel that I’ll describe further. 

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film, rolleiflex Automat

Elogio della Rolleiflex Automat

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La seconda Rolleiflex non si scorda mai, per questo dopo l’elogio alla T ecco quello alla versione Automat.
Ormai sono convinto che le biottiche Rollei siano il punto più alto nell’estetica della produzione di fotocamere, per questo inizio a capire chi ne colleziona diversi esemplari.

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I modelli prodotti dagli anni ’40 in poi (vedere per credere) a uno sguardo superficiale sono quasi indistinguibili, in realtà ci sono tra loro differenze sostanziali.
Questa è la giustificazione che ho usato con me stesso quando su ebay ho trovato questo modello di Rolleiflex Automat K4A ad un prezzo ridicolo con tanto di accessori, borsa, custodia, filtri, paraluce e il mitologico “extension hood”.

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Arrivata a casa ho scoperto che era un po’ più malconcia di quanto sembrasse in foto, l’ho pulita lucidata ed eccola qua in tutto il suo splendore. A differenza del modello T ho preferito portarla subito a lubrificare in un centro assistenza e ad oggi funziona perfettamente.

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Questa Automat arriva dal mercato americano, per questo ha la distanza di  messa a fuoco espressa in feet e le indicazioni sul retro in inglese.
Come si intravede dalla prima foto su questo modello è possibile abbassare una parte del coperchio del pozzetto per inquadrare da dietro attraverso uno specchio come fosse l’oculare di una normale srl. Cosa difficilissima da spiegare a parole ma se qualche fortunato ne ha una tra le mani sa di cosa sto parlando e apprezzerà come me il virtuosismo progettuale.

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I tempi sono 1 – 1/2 – 1/5 – 1/10 – 1/25 – 1/50 – 1/100 – 1/250 – 1/500 di secondo più posa B come era usuale all’epoca ( il mio esemplare dovrebbe essere dei primissimi anni ’50).
Una cosa che non sapevo è che bisogna inserire il tempo di 1/500 ad otturatore scarico per una questione meccanica, non va assolutamente forzato altrimenti si rischia di rompere qualche ingranaggio!
L’ottica di ripresa è uno Zeiss Opton Tessar e i diaframmi vanno da 3,5f a 22f.
Per maneggiarla con la classica “presa Rollei” pollice destro sulla rotella dei tempi,  pollice sinistro su quella dei diaframmi e testa in basso!
Questa è sicuramente la differenza maggiore rispetto all’utilizzo della versione T che invece sposta tempi e diaframmi anche in coppia solo con la leva a sinistra.

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Altra differenza sta nel pulsante di scatto non rivolto verso destra (come nella T) ma in avanti, come sempre è presente l’utilissimo blocco per evitare esposizioni accidentali.
Il caricamento avviene, come in tutte le Rolleiflex purosangue, ruotando la leva sulla destra dove c’è anche il contapose.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

Ecco quindi qualche scatto fatto la scorsa primavera al parco degli acquedotti: la resa dell’ottica è come sempre uno spettacolo, unico neo la vignettatura che si presenta in alcune circostanze (si nota nelle foto sotto) ma che a me non disturba particolarmente.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

Per la cronaca foto scattate con diapositiva Lomography color slide / X-pro 200.
Ho già pubblicato altre foto fatte con questa Rollei in passato e sono particolarmente orgoglioso di queste in bianco. Trovate tutti gli altri post che la riguardano qui.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

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film, lubitel 166B

Lubitel è mille culure

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Questo rullino mi fece decisamente incazzare all’epoca, probabilmente avevo sbagliato io a esporre le foto fatto sta che mi ritrovai tra le mani una cosa ai limiti dell’ingestibile. La scansione mi diede dei file “difficili” che dovetti lavorare parecchio semplicemente per vedere cosa c’era nella foto!

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Curve, istogramma…un delirio e alla fine ogni foto un colore diverso. Ore buttate.
Dopo il lavoraccio le ho lasciate in un angolo buio del catalogo di Lightroom, arrabbiato.

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Poi basta far passare due anni e le rivaluti, adesso riesco a guardarle e ad accettare che abbiano delle dominanti diverse l’una dall’altra. Can I get an amen?
Tutto questo casino è stato possibile grazie alla Lubitel 166B (non smetterò mai di benedire i venti euro che mi hanno portato a lei) e la pellicola Slide X-pro Lomography che io continuerò a non crossprocessare.

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