digital, monofotografico, nikon d90

Post monofotografico n°34

In questo periodo, per ovvi motivi, tirerò singolarmente fuori dall’archivio vecchie foto mai pubblicate.
La prima arriva da Istanbul, dalla Basilica Cisterna, 2010.
Scattata con la mia prima fotocamera digitale, la D90.

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In these days I will publish old photographs from my archive, of course, that I never posted here.
The first one is from Cisterna Basilica, Istanbul, 2010.
I took this photo with my first digital camera, the D90.

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Cicladi prima parte: Amorgos

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Queste foto riguardano un viaggio che feci nel 2011, l’itinerario in breve prevedeva: arrivo in aereo ad Atene, di corsa traghetto per Amorgos e dopo qualche giorno partenza per Santorini con piccolo scalo a Naxos.
Per chi l’avesse dimenticato nell’Ottobre del 2011 la Grecia si stava affacciando sul baratro della crisi e lo sciopero generale di quei giorni complicò l’organizzazione già di per se precaria di questo viaggio.

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Filò tutto liscio ma ci furono in mezzo corse in taxi clandestini, traghetti all’ultimo minuto e passaggi notturni in macchina con persone con cui trovare una lingua comune per comunicare era impossibile. Tutto è stato ampiamente ripagato nell’istante in cui mi sono svegliato e uscendo dalla stanza davanti a me ho trovato una distesa di casette bianche da presepe.

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Amorgos è stata quindi la prima tappa delle Cicladi. Deve la sua fama al film francese “Le Grand Bleu” che, si capisce già dal titolo, ha ambientato in queste acque la sua storia di immersioni. Gli isolani sono eternamente grati e a riprova di questo esiste una trattoria che ogni sera proietta sempre lo stesso film.

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Sull’isola si trova un monastero stupendo che lascia semplicemente a bocca aperta, il monastero di Hozoviotissa, Aggrappato alle rocce si sviluppa completamente in verticale e si presenta come una macchia bianchissima quasi inaccessibile. La vista che si ha dall’interno è questa.

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Qualche tempo fa era stata proposta la candidatura come patrimonio dell’umanità per l’Unesco ma non credo si sia concretizzata, peccato.
Visitare l’isola è stato piacevole, a parte il Meltemi che ogni tanto si faceva sentire, sono rimasto impressionato dai colori dell’acqua e dai profumi delle piante aromatiche che tappezzavano le colline.

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Amorgos rimane comunque una meta turistica secondaria in quanto a flusso, non incontrai nessun italiano all’epoca e in generale pochi turisti passeggiavano nei vicoli bianchissimi dei villaggi.
Tutto questo nel più totale contrasto con quello che avrei trovato in quella splendida macchina trita-turisti che è Santorini di cui parlerò nel prossimo post.

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