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Ritorno al Pian Grande

L’ultima volta che sono stato a Castelluccio di Norcia credo fosse Luglio 2016, un mese dopo sarebbero iniziate le famose sequenze di terremoti.
Per molto tempo la strada per accedere al Pian Grande (da Arquata del Tronto) è stata impercorribile, è stata riaperta in un secondo momento solo per i mezzi autorizzati e solo da qualche mese è di nuovo praticabile.

It was July 2016 the last time I went to Castelluccio di Norcia, a month later the earthquakes began to shock that area.
The road to Pian Grande, from Arquata del Tronto, was then compromised.
Several months later it was accessible for authorised vehicles only, now the situation is under control and this road is open again.

In un altro post pubblicherò gli scatti fatti sulla strada che sale sul Monte Vettore, qui invece solamente fotografie dall’altopiano e dal paese.
Sono andato nei primi giorni di Marzo, c’era ancora un po’ di neve e ho incrociato pochissime auto. Castelluccio è ormai disabitato e la zona alta è completamente recintata in quanto zona rossa.

I’ll publish a post with photos from the road that climbs up to the Vettore Mount in the next weeks, now you’ll see images from the altiplane and from the village only.
I went there in the first days of March, there was a few snow and I met only a small number of cars during my trip. Nobody lives in Castelluccio anymore and a great part of it has been marked as “red zone”.

Ho trovato solamente un paio di militari che stazionavano lì per sorvegliare, per il resto posso dire che la neve era intatta.
Ho scattato tutto questo con la Rolleiflex Automat e pellicola Rollei RPX 400 sviluppata in casa con R09.

I met two soldiers and they were there to surveil what’s left. Everywhere snow was untouched.
I took these photographs with my Rolleiflex Automat and a Rollei RPX 400 roll developed at home in R09.

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Post monofotografico n°24

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Sempre su pellicola Kodak, questa volta la Ektar 100. Sempre una Rolleiflex, questa volta la Automat. Sempre per strada, questa volta Roma.

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Another photo on Kodak film, this time on Ektar 100. Another shoot on Rolleiflex, this time the Automat. Always street photography but this time in Rome.

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Lecce in bianco e nero

Tempo dopo (tanto, troppo) il post sul Salento a colori ecco qui Lecce in bianco e nero. Si tratta ovviamente dello stesso viaggio ma su un altro supporto: questa volta ho optato per l’Ilford HP5+ caricata sull’amatissima Rolleiflex Automat.

D’estate e in certi posti sono restio ad usare il bianco e nero, rinunciare ai colori mi diventa difficile.
In questo caso sarebbe apparso tutto più giallo e di conseguenza caldo.
Il bianco e nero invece crea un distacco particolare che solo a posteriori riesco ad apprezzare.

Questa Rolleiflex poi nonostante i suoi sessant’anni di servizio ha delle lenti spettacolari, di una nitidezza che ogni volta mi lascia a bocca aperta.
Da queste immagini in bassa risoluzione non è che si capisca granché ma fidatevi: ogni scansione è una goduria. Passerei ore a zoomare sui dettagli minuscoli di ogni foto.

Vi lascio a questo mix di Lecce: vedute barocche, scritte anarchiche e edicole rimosse incastrate nei fili del tram.

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La Rolleiflex Automat va in Salento

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Salento: terra di rustici, ulivi e Dreher. Forse anche di pasticciotti e pale eoliche.
Ho passato qualche giorno nella terra dei tarantati con la Rolleiflex Automat e come un incosciente l’ho portata dappertutto.
Sabbia, terra, polvere e acqua di mare…e pensare che era una macchina da studio.

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I dilemmi prima di partire per un viaggio del genere sono fondamentalmente tre: che macchina porto? quante ne porto? e soprattutto quali rullini porto?
Mi sono imposto un limite di tre fotocamere altrimenti diventa troppo scomodo e pesante andare in giro e si rischia di non usarle abbastanza.

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La questione della pellicola si è riproposta e questa volta credo di aver indovinato la risposta: Kodak Ektar 100. Il punto non era tanto “che marca scegliere” quanto “cosa scegliere” tra bianco e nero e colore. Quando mi sono ritrovato alla ex cava di bauxite vicino Otranto (sotto e ultima foto) ho avuto la conferma che la mia decisione era stata saggia.

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Questa è la selezione finale per la Rollei, entro l’anno spero di pubblicare gli scatti fatti con le altre due fotocamere!

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I colori della Portra

Lampione, Roma

Questo post a tre foto è dedicato alla Kodak Portra 400 e ai suoi splendidi colori.
Una passeggiata con la Rolleiflex Automat per Roma. Considerati i suoi 60 anni suonati usarla è un vero piacere.

Croce, roma

Lettore, Roma

Quest’ultima immagine è una cosa un po’ da nerd e va spiegata: si tratta di un ingrandimento al 300% della scansione a 2200 dpi (se non ricordo male)  del negativo in una zona periferica della prima immagine di cui potete riconoscere la persiana del palazzo a sinistra. Guardate la definizione dei mattoncini e i dettagli della persiana che l’obiettivo Tessar riesce a riprodurre, ogni volta questa cosa mi fa impazzire.
Considerando che la scansione è stata fatta con uno scanner piano di fascia media credo che si possa ottenere anche di più da un negativo come questo.
Alla faccia dei megapixel.

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Elogio della Rolleiflex Automat

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La seconda Rolleiflex non si scorda mai, per questo dopo l’elogio alla T ecco quello alla versione Automat.
Ormai sono convinto che le biottiche Rollei siano il punto più alto nell’estetica della produzione di fotocamere, per questo inizio a capire chi ne colleziona diversi esemplari.

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I modelli prodotti dagli anni ’40 in poi (vedere per credere) a uno sguardo superficiale sono quasi indistinguibili, in realtà ci sono tra loro differenze sostanziali.
Questa è la giustificazione che ho usato con me stesso quando su ebay ho trovato questo modello di Rolleiflex Automat K4A ad un prezzo ridicolo con tanto di accessori, borsa, custodia, filtri, paraluce e il mitologico “extension hood”.

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Arrivata a casa ho scoperto che era un po’ più malconcia di quanto sembrasse in foto, l’ho pulita lucidata ed eccola qua in tutto il suo splendore. A differenza del modello T ho preferito portarla subito a lubrificare in un centro assistenza e ad oggi funziona perfettamente.

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Questa Automat arriva dal mercato americano, per questo ha la distanza di  messa a fuoco espressa in feet e le indicazioni sul retro in inglese.
Come si intravede dalla prima foto su questo modello è possibile abbassare una parte del coperchio del pozzetto per inquadrare da dietro attraverso uno specchio come fosse l’oculare di una normale srl. Cosa difficilissima da spiegare a parole ma se qualche fortunato ne ha una tra le mani sa di cosa sto parlando e apprezzerà come me il virtuosismo progettuale.

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I tempi sono 1 – 1/2 – 1/5 – 1/10 – 1/25 – 1/50 – 1/100 – 1/250 – 1/500 di secondo più posa B come era usuale all’epoca ( il mio esemplare dovrebbe essere dei primissimi anni ’50).
Una cosa che non sapevo è che bisogna inserire il tempo di 1/500 ad otturatore scarico per una questione meccanica, non va assolutamente forzato altrimenti si rischia di rompere qualche ingranaggio!
L’ottica di ripresa è uno Zeiss Opton Tessar e i diaframmi vanno da 3,5f a 22f.
Per maneggiarla con la classica “presa Rollei” pollice destro sulla rotella dei tempi,  pollice sinistro su quella dei diaframmi e testa in basso!
Questa è sicuramente la differenza maggiore rispetto all’utilizzo della versione T che invece sposta tempi e diaframmi anche in coppia solo con la leva a sinistra.

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Altra differenza sta nel pulsante di scatto non rivolto verso destra (come nella T) ma in avanti, come sempre è presente l’utilissimo blocco per evitare esposizioni accidentali.
Il caricamento avviene, come in tutte le Rolleiflex purosangue, ruotando la leva sulla destra dove c’è anche il contapose.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

Ecco quindi qualche scatto fatto la scorsa primavera al parco degli acquedotti: la resa dell’ottica è come sempre uno spettacolo, unico neo la vignettatura che si presenta in alcune circostanze (si nota nelle foto sotto) ma che a me non disturba particolarmente.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

Per la cronaca foto scattate con diapositiva Lomography color slide / X-pro 200.
Ho già pubblicato altre foto fatte con questa Rollei in passato e sono particolarmente orgoglioso di queste in bianco. Trovate tutti gli altri post che la riguardano qui.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

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