film, rolleiflex T

Рим

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Le prime settimane di gennaio a Roma faceva parecchio freddo, per un attimo ho potuto vivere un po’ di Russia a Piazza della Repubblica.
La fontana era ghiacciata e un gruppo di persone ovviamente si era accalcato intorno per fotografare quello spettacolo.
Io anche in questo caso ero con la Rolleiflex T, che il freddo non lo soffre.

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In the first weeks of January was very cold in Rome, Piazza della Repubblica felt like Russia for a while.
The fountain was iced and a some people went there to photograph this unusual show.
I was there with my Rolleiflex T, who doesn’t care about this temperatures. 

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monofotografico, rolleiflex T

Post monofotografico n°22

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Anche bruciare parzialmente un rullino può non essere una catastrofe. Fortunatamente in questo caso non c’è nessun problema alla fotocamera (la Rolleiflex T), è stata solo colpa mia che ho deciso di far prendere un pò di aria e quindi luce al negativo.
Non è stata una catastrofe anche perchè la foto che c’era sotto non mi pare una gran perdita. Bruciata è meglio.

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To “burn” a roll of film is not necessarily a disaster. Lucky me this is not due to a camera fault (my Rollei T) but to my idea of put a part of the roll in the fresh air and let it breathe for a moment. This is not a disaster also because the picture underneath is not a great loss. Burned is better.

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film, rolleiflex T

Napoli on Rolleiflex

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I vicoli di Napoli sono carichi di dettagli e sembra quasi impossibile coglierli tutti per quanto si rimanga fissi ad osservarli. Ci vorrebbero anni.
Una scenografia decisamente complessa e stretta nella quale si districa tutti i giorni un groviglio enorme di persone.

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Questi sono i presupposti che creano un’atmosfera particolare  e affascinante.
Avevo con me la Bessa R con un 50 mm e la Rolleiflex T, niente grandangoli…che in una situazione del genere significa farsi del male.

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Tra le due fotocamere alla fine ho scattato molto di più con la Rolleiflex, il formato quadrato mi è sembrato più adatto alla situazione.

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Credevo di attirare l’attenzione con una fotocamera cosi poco discreta invece mi sono sentito a mio agio, quasi invisibile in quel marasma. Tra babà e madonnelle, odore di sfogliatelle e panni stesi.

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Foto scattate con Ilford HP5 Plus e sviluppate con il Moersch Eco Film Developer!

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film, rolleiflex Automat

Elogio della Rolleiflex Automat

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La seconda Rolleiflex non si scorda mai, per questo dopo l’elogio alla T ecco quello alla versione Automat.
Ormai sono convinto che le biottiche Rollei siano il punto più alto nell’estetica della produzione di fotocamere, per questo inizio a capire chi ne colleziona diversi esemplari.

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I modelli prodotti dagli anni ’40 in poi (vedere per credere) a uno sguardo superficiale sono quasi indistinguibili, in realtà ci sono tra loro differenze sostanziali.
Questa è la giustificazione che ho usato con me stesso quando su ebay ho trovato questo modello di Rolleiflex Automat K4A ad un prezzo ridicolo con tanto di accessori, borsa, custodia, filtri, paraluce e il mitologico “extension hood”.

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Arrivata a casa ho scoperto che era un po’ più malconcia di quanto sembrasse in foto, l’ho pulita lucidata ed eccola qua in tutto il suo splendore. A differenza del modello T ho preferito portarla subito a lubrificare in un centro assistenza e ad oggi funziona perfettamente.

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Questa Automat arriva dal mercato americano, per questo ha la distanza di  messa a fuoco espressa in feet e le indicazioni sul retro in inglese.
Come si intravede dalla prima foto su questo modello è possibile abbassare una parte del coperchio del pozzetto per inquadrare da dietro attraverso uno specchio come fosse l’oculare di una normale srl. Cosa difficilissima da spiegare a parole ma se qualche fortunato ne ha una tra le mani sa di cosa sto parlando e apprezzerà come me il virtuosismo progettuale.

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I tempi sono 1 – 1/2 – 1/5 – 1/10 – 1/25 – 1/50 – 1/100 – 1/250 – 1/500 di secondo più posa B come era usuale all’epoca ( il mio esemplare dovrebbe essere dei primissimi anni ’50).
Una cosa che non sapevo è che bisogna inserire il tempo di 1/500 ad otturatore scarico per una questione meccanica, non va assolutamente forzato altrimenti si rischia di rompere qualche ingranaggio!
L’ottica di ripresa è uno Zeiss Opton Tessar e i diaframmi vanno da 3,5f a 22f.
Per maneggiarla con la classica “presa Rollei” pollice destro sulla rotella dei tempi,  pollice sinistro su quella dei diaframmi e testa in basso!
Questa è sicuramente la differenza maggiore rispetto all’utilizzo della versione T che invece sposta tempi e diaframmi anche in coppia solo con la leva a sinistra.

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Altra differenza sta nel pulsante di scatto non rivolto verso destra (come nella T) ma in avanti, come sempre è presente l’utilissimo blocco per evitare esposizioni accidentali.
Il caricamento avviene, come in tutte le Rolleiflex purosangue, ruotando la leva sulla destra dove c’è anche il contapose.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

Ecco quindi qualche scatto fatto la scorsa primavera al parco degli acquedotti: la resa dell’ottica è come sempre uno spettacolo, unico neo la vignettatura che si presenta in alcune circostanze (si nota nelle foto sotto) ma che a me non disturba particolarmente.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

Per la cronaca foto scattate con diapositiva Lomography color slide / X-pro 200.
Ho già pubblicato altre foto fatte con questa Rollei in passato e sono particolarmente orgoglioso di queste in bianco. Trovate tutti gli altri post che la riguardano qui.

Lomography slide x-pro 200 (LAB)

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film, rolleiflex T

Le vele di Roma, con filtro rosso

 

Tri-x 400 (tmax dev - tmax fix)

Di vele a Roma dovrebbero essercene 5, due della città dello sport di Calatrava e tre della Chiesa del Millennio di Meyer. Per mancanza di fondi siamo ancora a 4 e questo ovviamente non è imputabile alla chiesa.

Tri-x 400 (tmax dev - tmax fix)

La prima e l’ultima foto sono state fatte proprio alla vela solitaria e incompleta di Tor Vergata, struttura impressionante per dimensioni e abbandonata in vista di una futura riconversione.

Tri-x 400 (tmax dev - tmax fix)

Le foto centrali invece sono della chiesa di Meyer a Tor tre Teste, architettura bellissima da fotografare soprattutto se hai un filtro rosso e un cielo come questo sopra!

Tri-x 400 (tmax dev - tmax fix)

Avrei dovuto pubblicare questo post ieri per omaggiare il compleanno di Sant’Ansel Adams da San Francisco ma non ce l’ho fatta.
La lettura del suo volume “Il Negativo” è una goduria anche se non sempre si riesce a stargli dietro…
Foto scattate con la Rolleiflex T su Kodak tri-X 400.

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