film, Sawyer's View-Master Personal Camera

Un gioiello: View-Master Personal Stereo Camera

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Un’altra tappa importante nella mia collezione è stato il raggiungimento di questo pezzo (abbastanza) raro.
Ho ricordi nitidi di me da piccolo, a casa di mia nonna materna, con un affare di plastica davanti agli occhi e l’indice destro che faceva scattare una levetta in maniera meccanica.
Ero girato verso la finestra per avere più luce contro, guardavo immagini dalle cascate del Niagara, forse anche dal monte Rushmore ma non ne sono sicuro.
I luoghi erano tridimensionali ed avevano colori che solo le diapositive invecchiate possono avere.
Ogni volta che mia nonna tirava fuori il View-Master ero contentissimo.

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This has been another milestone in my collection, a quite rare piece.
I still have memories of my childhood, in my grandmother’s house, when I used to play with a plastic item in front of my eyes. My right index finger was pushing up and down a lever mechanically, a windows was in front of me because I nedded light.
I saw the Niagara falls, maybe also the Mount Rushmore but I’m not really sure.
Every place was in 3-d and had colors that only aged positive film can have.
Everytime my grandmother gave to me her View-Master I got really excited.

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Sono passati parecchi anni e la mia fascinazione per quel sistema non si è mai affievolita. Anzi, oggi sono il felice possessore di una View-Master Personal Camera, un View-Master Cutter, un View-Master Projector e, ovviamente, un visore View-Master.
Tutto questo fu ideato intorno agli anni ’30 da William Gruber negli Stati Uniti come mezzo di intrattenimento per famiglie. Acquistando i dischetti di cartone, i “reel”, si potevano ammirare i parchi nazionali e i monumenti del paese rimanendo letteralmente sulla poltrona del salotto.
Erede del sistema Tru-Vue, ha avuto il merito di ri-adattare la fotografia stereoscopica tanto di moda nel 19esimo secolo alle masse del 20esimo.

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It’s been a while since these days but my unconditional love to that system never ended.
Today I’m the proud owner of a View-Master Personal Camera, a View-Master Cutter. a View-Master Projector and a View-Master Viewer of course.
William Gruber created this back in the ’30s in the US as an entertainment tool for the american family. Buying a “reel” you could watch national parks and monuments literally without leaving your home.
The View-Master system came after the True-Vue and the big point was that brought back stereoscopic photography for the 20th century people. 

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Inizialmente furono commercializzati solamente il Viewer e i dischetti, in un secondo tempo arrivarono anche le fotocamere e i proiettori.  Nel 1939 fu presentato il primo View-Master model A, wikipedia parla anche di utilizzi a scopo militare e scientifico / divulgativo di alcuni esemplari negli anni successivi.
Dal 1952 la Sawyer’s inizia a commercializzare la Personal Stereo Camera e altri meravigliosi attrezzi per creare dischi personalizzati.

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In the early years Sawyer’s put on the market only Viewer’s and reels, decades later was the time for cameras and projectors.
View-Master model A was uncovered in 1939, according to wikipedia it was also used for military and scientific purposes in the following years.
In 1952 Sawyer’s brought to life the Personal Stereo Camera and other tools to produce reels at home.

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La fotocamera ha 2 obiettivi 25 mm tra loro distanti circa 3 cm ed è proprio questa la caratteristica che grazie all’effetto di parallasse la rende stereo. In pratica ogni obiettivo scatta una foto da una angolazione leggermente differente rispetto all’altro.
In un secondo tempo, quando il nostro cervello sarà costretto a vedere con ogni occhio una immagine sola, in base alle piccole differenze ricorstruirà la tridimensionalità.

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The camera has 2 optic groups, the distance between them is approximately 3 cm, and this is the feature that makes it “stereo” (yes I’m talking about parallax) .
Each lens captures a photo slightly different from the other one.
When your brain will be forced to see a single separate image with every eye it will reconstruct the 3-d effect because of these little differences.

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Il design di questo apparecchio è stupendo, a me ricorda un po’ lo Stramlining anche se un po’ tardivo cronologicamente. Ha due ruote giganti sulla parte superiore, ovviamente una per il diaframma (da f3,5 a f16) e l’altra per il tempo di posa (1/100 – 1/10 + B). Tra queste due ce n’è una terza che, secondo il sistema “Expo-sure”, indica l’esposizione migliore a seconda delle condizioni meteo. A destra c’è la ruota di avanzamento pellicola, che tiene anche il conto delle pose.

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I love how this camera has been designed and it remainds me of Streamlining design, even if they’re not contemporary.
Two big wheels on the top of the camera are for aperture (f 3,5 to f 16) and shutter speed (1/100 – 1/10 + B exposure). Above these wheels there’s another one which helps you choice the right exposure and it’s called “Expo-Sure”, brilliant.
On your right you can see the winding knob wich is also a counter for our photos.

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La particolarità tecnica più curiosa di questa fotocamera è che, date le dimensioni minime necessarie per produrre la diapositiva per il “dischetto”, può imprimere 69 coppie di immagini su una pellicola 35mm da 36 pose classica. Questo perché in un primo tempo usa solo la parte inferiore della pellicola, quando si arriva a fine rullino si gira il selettore che si trova tra le due lenti e la fotocamera inizia a scattare sulla parte superiore del negativo andando a ritroso.

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One incredible feature of this camera is that it can shoot 69 couples of photos with a 36 exposures standard roll. If you see how small the photos are on a View-Master reel, you can understand how it reaches that number.
When you start shooting the camera uses the lower part of the film, when you reach the end of it you have to switch a selector (you can find it on the front of the camera in the middle) from “A” to “B” and the camera goes backwards using the upper part of the film.

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Il pulsante di scatto è nella parte frontale, a destra, mentre il mirino galileano è ovviamente al centro della camera ed ha una bolla che indica il piano. Le lenti hanno dei paraluce filettati su cui possono essere montati eventuali filtri.
Sono molto fortunato perché il mio esemplare è in ottime condizioni, con tanto di scatola originale Sawyer’s: made in Portland, Oregon.

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The shutter button is on the front of the camera, on the right side; the viewfinder (galilean) is right in the middle of the body and has a bubble in it to get perfectly horizontal shots. Every lens has threaded little hoods where you can attach filters.
I feel lucky because my camera is in really good shape and has its original Sawyer’s box: made in Portland, Oregon.

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Per chi fosse interessato avevo già pubblicato un breve video sul processo di realizzazione di un dischetto personale qui.
Qui invece un post sulla mia prima fotocamera stereoscopica.

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I published a little video, it’s a sort of  “how to create your personal reel” you can find it here.
Here you’ll find a post I made for my first stereoscopic camera, the Kodak Stereo.

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film, kodak stereo

Kodak Stereo Camera: il 3d ai tempi del View-Master.

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Ho sempre avuto una cotta insana per il View – Master, quell’affare che ci attaccavi gli occhi e ti faceva vedere le immaginine dei posti lontani come fossero state li dentro.
All’epoca ero un bambino e mi limitavo a guardarci dentro…

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Since I was a child I had an insane infatuation for the View-Master, it showed me faraway places like they were inside it.
I was only a child and I loved only to put my eyes on it….

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Qualche anno più tardi ho iniziato ad indagare su ciò che accadeva dentro quell’aggeggio di bakelite ed ho scoperto che simulare l’effetto treddì in fotografia è cosa abbastanza semplice: bisogna fotografare quello che gli occhi vedono, come loro lo vedono.

Benvenuti nella stereofotografia.

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Some year later I began to investigate on the process that take place inside this bakelite object, and I discovered that the “3-D effect” is not so hard to obtain in photography: you have to photograph what the eyes see, just like they see it.

Welcome to stereophotography.

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Ecco perchè quella che vedete in queste immagini è una splendida Kodak Stereo superdotata, con due occhi.
Essendo la distanza tra gli obiettivi grossomodo la stessa che c’è tra i nostri bulbi oculari, circa 6 cm,  si ottengono due scatti simili ma non uguali: ogni scatto ha una prospettiva leggermente diversa.

Provate a chiudere un occhio alla volta e capirete che la stessa cosa accade:  avete la stessa visuale con una prospettiva di poco sfasata.
In questo esperimento gli oggetti più vicini saranno quelli che risultano più scostati, mentre quelli lontani avranno la stessa posizione, sia che li guardiate con l’occhio destro che con l’occhio sinistro.

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That’s why you are admiring this enhanced beautiful Kodak Stereo, with two “eyes”.
The distance between the lenses is more or less the same among our eyeballs, almost 2.4 in, so we’ll obtain two similar but not equal shoots: every picture has it’s own perspective, a little bit different from the other. 

If you try to close one eye at a time maybe you’ll understand better what I mean: you will see the same things with two differents perspectives.
In this experiment the objects near you will be more shifted conversely the far objects will be in the same place even if you look with the left eye or with the right eye.

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La Kodak Stereo Camera è stramba ma dissimula la sua difformità nel classico design degli anni ’50. I controlli sono quelli di una spartana fotocamera manuale:  tempi e diaframmi sulla parte superiore del corpo e messa a fuoco sugli obiettivi…che ovviamente ruotano insieme!

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The Kodak Stereo Camera is weird but disguises it’s dissimilarity in the classic 50’s design. We can easily recognize the controls of a manual camera: shutter times and iris on the top of the body and the focus ring is on both the lenses…that obviously rotates together! 

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L’incavo frontale del mirino ospita una  mini-livella a bolla, serve per aiutarvi ad ottenere un’immagine orizzontale…e si vede anche dal mirino!
Il contapose è anch’esso sulla parte superiore, ma dietro rispetto ai diaframmi, insieme all’indicatore della pellicola Kodachrome e ai rocchetti “wind” e “rewind”.

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In front of the camera you can see a small spirit lever that helps you to get horizontal  photos…and it’s visible even from the viewfinder!
The film counter it’s in the top, behind the iris controls, and near the film type indicator. The wind and rewind knobs are also on the top.

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Prima di acquistare questa fotocamera avevo adocchiato la View-Master camera  (ce ne sono un paio di versioni, sembrano veramente splendide ma costano!) e la Realist Stereo.
La seconda, a quanto mi è parso di capire, ha spopolato in quegli anni tanto da diventare uno standard per la stereofotografia.

Questa Kodak è spudoratamente copiata dalla Realist ma in qualche modo perfezionata.

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Before this purchase I was considering the beautifull View-Master Camera (there are a couple of versions, but they’re a bit expensive!) and the Realist Stero.
The Realist was so popular in the 50’s, and became a standard in stereophotography.

This Kodak is quite a copy of the Realist, with some improvements.

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Dopo lo scatto e dopo lo sviluppo, la diapositiva deve essere tagliata. Scoprirete che sulla pellicola ci sono una trentina di “coppie” sfasate tra loro. Santa pazienza.
Santa.

Nel caso della View-Master Camera per tagliare la pellicola ci sono degli aggeggi da cui si ottengono dei quadratini. Quadratini che poi vanno  montati nei classici dischi, quasi introvabili se non a prezzi assurdi con spedizioni dall’America.

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After the shoot and after the develop, the film has to be cutted. You’ll discover that on these positives there are more than 30 couples that you’ll have to match togheter. Enjoy!

The View-Master has an official “cutter machine” that must be used to obtain the chips to mount on the reels. Reels that today are rare and expensive, even if made of heavy paper!

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Il sistema Realist (adottato anche dalla Kodak) era più umano, bastavano un paio di forbici e dei mascherini come questi.
Un piccolo visore in plastica e il gioco è fatto.

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The Realist system (used also for Kodak cameras) is more kindly, all you need are scissors and masks like these.
A little plastic viewer and that’s it.

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Al secondo rullino ho scoperto di avere dei fasci indesiderati di luce inderiderata in quasi tutti gli scatti, uno bianco e uno rosso disturbano un pò la visione. D’altronde gli anni passano per tutti…
Per chi di voi a casa avesse degli occhialini rosso-blu ho creato questi anaglifi, sono delle elaborazioni che permettono di sovrapporre i due scatti mantenendo l’effetto stereo.

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With my second roll I discovered some light leaks in almost every frame, a white one and a red one, that thwart the 3-D vision. This camera is getting older…
For those who have red-cyan glasses, here I made some anaglyphs (the pictures are overlayed to obtain a stereo effect). 

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E per chi di voi sia riuscito a sopravvivere a questo post infinito, ecco alcuni link stereografici:

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And for those who read all of this endless post, here are some usefull stereographics links: 

Stereoscopia da Wikipedia (Ita)

3-D stereo (Eng)

View-Master Camera (Eng)

Vladmaster, performance/spettacoli simultanei con i View-Master… (Eng)

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