film, lc-a

La seconda vita di una LC-A

Nel novembre 2017 ero a San Pietroburgo e sono tornato al mercatino Удельная “Udelnaya”, uno posto splendido della periferia pietroburghese dove acquistare cose vissute.
Un venditore di fotocamere aveva buttato alla rinfusa in un cesto diverse fotocamere rotte a prezzo scontato, ho dato uno sguardo e ho deciso di acquistare questa ломо лк-а (Lomo LC-A) insieme ad una смена (Smena 35). Se non ricordo male ho pagato circa 240 rubli ogni fotocamera, vale a dire 3,5 € cad.

In November 2017 I was in Saint Petersburg and I went for the second time to Удельная “Udelnaya” market, a beautyful place in the suburbs where you can buy old stuff. A seller had, outside of his door, a basket full of old broken cameras at really low prices. I bought this ломо лк-а (Lomo LC-A) togheter with a смена (Smena 35) for only 240 rubles, if I remember well, something like 3,5€ each.

La Smena si è rivelata effettivamente inutilizzabile, la parte frontale con l’ottica e l’otturatore sono completamente andate, rimarrà sullo scaffale come cimelio. Il problema della LC-A è diverso: manca un gancio al coperchio sul retro che non si può quindi chiudere. Qui entra in gioco il nastro isolante che vedete nelle foto.
Dopo aver inserito le batterie, ho sigillato con il nastro il coperchio e ho scoperto di aver comprato una fotocamera perfettamente funzionante.
Il modello di produzione cinese commercializzato attualmente da Lomography può essere acquistato a partire da circa 250€.

The Smena is unusable, the lens/shutter group is damaged, so it will rest on the shelf as a souvenir. The LC-A issue is different: the clasp is missing on the film door so it’s impossible to close the back. That’s why you see electrical tape decorating the camera in the photos.
After placing the batteries and sealing the door with tape, I realized that I had in my hands a full working camera.
You can actually buy the Lomography – chinese version starting from around 250€.

La storia di questa fotocamera si intreccia con quella del marchio austriaco, ne avevo parlato qui. Per non ripetermi mi limiterò a dire che la versione che vedete in queste foto dovrebbe risalire al 1988, è stata prodotta nello stabilimento Lomo di San Pietroburgo e il suo acronimo per esteso è Ломо Компакт-А ossia “Lomo Kompact-A”. Si tratta di una copia, ben riuscita a mio parere, della “Cosina CX”.
Stiamo parlando di una 35mm dalle dimensioni ridottissime, è veramente comoda da portare in giro e ha una lente Minitar grandangolare da 32 mm con apertura massima da f2,8.
Funziona in priorità di diaframma, non è possibile selezionare i tempi ma si può scegliere tra un intervallo f2,8 / f16 e A di “Automatico” (foto 4).
La messa a fuoco è a stima e la levetta può selezionare da 0,8 mt a infinito con i passi intermedi di 1,5 mt e 3 mt (foto 5) .

I already wrote about the history of this camera here, and about why it’s tied to the austrian brand. I don’t want to repeat myself so I will talk only about the camera. This should be a 1988 version made in Saint Petersburg Lomo factory. The acronym stands for “Ломо Компакт-А”,
translitterated “Lomo Kompact-A”. The camera is a copy of the “Cosina CX”, a good one in my opinion.
It’s a really small 35mm camera and it seems designed to be carried around everyday. It has a wide Minitar 32 mm lens with a maximum aperture of f2,8.
It works with aperture priority so it’s not possible to set the shutter speed, however you can choose in the range of f2,8 / f16 and A for “automatic” (photo n° 4). The camera works on scale focusing, there’s a lever with which you can choose 0,8 mt, 1,5 mt, 3 mt or infinity (photo n° 5).

Le leve del diaframma e della messa a fuoco si trovano ai lati della lente, a sinistra del mirino galileano c’è una rotella per la selezione della sensibilità della pellicola. Non in ISO o ASA ma in GOST.
Sulla parte superiore si trova l’alloggio per il flash, la leva per riavvolgere la pellicola, il pulsante di scatto e la finestra del contapose. Nella parte inferiore invece troviamo il pulsante per il riavvolgimento e il meccanismo per aprire le tendine della lente e del mirino (foto 1- 2). Aprendo o chiudendo il meccanismo in questo modello notiamo la chicca: la scritta a scomparsa “made in USSR” (foto 6).

Focus and aperture levers are on either sides of the lens, up on the left side near the sport viewfinder there’s the small GOST selector (the soviet equivalent fot ASA or ISO). On the top we find the hot shoe, the rewind knob, the shutter release button and the little window for the frame counter. The bottom of the camera accomodates the release button to rewind the film and a little slider that opens and closes lens and viewfinder (photos 1-2). When you do it, on this model, you can find a little treat: “made in USSR” text appears and disappears in front of the lens
(photo n° 6) .

Risolto il problema del coperchio ho iniziato a scattare. Questa fotocamera è comodissima, leggera e silenziosa, le immagini che produce hanno quel gradevole decadimento agli angoli, o vignettatura, e colori saturi. L’esposimetro interno che gestisce la priorità di diaframmi è abbastanza affidabile (nel mio caso) e rende ancora più rapido il processo di scatto.
In conclusione sono stato decisamente fortunato e ho potuto scoprire così una fotocamera divertente, da portare a spasso, discreta, con una predisposizione naturale per la street photography.

As soon as I solved the film door problem I started shooting. This camera is lightweight, comfortable and quiet, it gives to the image the lovely light decay on the corners, the so-called vignette, and saturated colors.
The internal exposimeter is reliable and manages well the shutter in my opinion. This speeds up all the shooting process.
At the end I was very lucky to discover this fun, portable, discreet camera almost for free and it’s perfect for street photography.

Qui trovate informazioni dettagliate sui vari modelli e le loro differenze.

Here you can find useful informations about the different models of this camera.

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digital, nikon d7000

Pеволюция parte 3: Ленинград

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Ultimo capitolo del mio viaggio in Russia per il centenario della Rivoluzione Sovietica.

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This is the last chapter of my trip for the centenary of the Soviet Revolution.

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Con il Sapsan (сапсан), il treno ad alta velocità che collega Mosca a San Pietroburgo, sono tornato per la seconda volta nella vecchia Pietrogrado (o Leningrado).
Lo scorso anno mi è capitato di tornare anche a Cannes per la seconda volta ed è stata  una sensazione piuttosto strana.
Ho potuto visitare l’Hermitage ancora una volta e affrontare tutte le sale che mi ero perso in precedenza. In questa occasione il Palazzo d’Inverno offriva ovviamente qualcosa in più: l’allestimento speciale per commemorare la presa di quell’Ottobre 1917.
Testimonianze di quei giorni e dello spirito di cambiamento che proprio da qui inondò la Russia intera.

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I moved to Saint Petersbourg with the Sapsan from Moscow on an high speed rail, and for the second time in my life I visited the former capital Petrograd (or Leningrad).
In 2017 I also visited for the second time the city of Cannes and felt quite strange to me.
I walked again into the Hermitage museum and I saw rooms that I missed before but this time the Winter Palace offered something more: a special set up to celebrate the taking of this building in 1917.
Witnesess of those days and of the changeling that shooked the entire counrty.

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Ho anche visitato l’incrociatore Aurora (foto sopra) che con i suoi colpi di cannone diede il via alla rivoluzione. Attraccato sulle sponde della Neva oggi ospita sotto coperta un museo che celebra la sua centenaria storia.

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I also visited the Aurora cruiser that with its shots signalled the beginning of the revolution. Today is “parked” on the Neva and has been converted to a museum ship that celebrate his history.

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Sono tornato in quartieri già visitati, ritrovando ristoranti e mercati già visti.
Il fascino della città non è diminuito ai miei occhi.
La sensazione piuttosto era di familiarità con quello che avevo avidamente memorizzato la prima volta. Una conferma insomma.

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I saw again places, markets and restaurants that I saw in my first trip there.
The charm of the city was intact.
I had familiar feelings with all the places I keep in my memory, I can say it was a confirm to me.

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Riguardando le foto capisco che in qualche modo sono diverse da quelle scattate in passato, nonostante la fotocamera sia la stessa (Nikon D7000).
Qualcosa sicuramente cambia in chi fotografa e in come si rapporta alla città, ancora una volta.

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Looking at these pictures I understand that they’re different somehow from the pictures I took before, even if I used the same camera (a Nikon d7000).
Something changes in the photographer’s eye and in his connection to the city, once again.

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