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La pietra miliare Polaroid SX-70

Credo che tutti i collezionisti abbiano delle pietre miliari, dei pezzi che per una ragione particolare desiderano raggiungere e aggiungere più degli altri.
Nella prima fase, che definisco esplorativa, ho acquistato perlopiù fotocamere giocattolo (per la plastica) e roba russa (perché mi incuriosivano le scritte in cirillico). Diventando più consapevole ho iniziato a fare acquisti mirati su pezzi legati maggiormente alla tecnica e al design. Ciò nonostante sono ancora immune al fascino Leica e Hasselblad per me è cosa tiepida. Il mio conto in banca ringrazia.
Ho sempre desiderato una Rolleiflex, le considero tuttora dei gioielli e forse è l’unico caso in cui accetto il possesso di più esemplari della stessa specie in collezione (ne ho due).
Il sistema Polaroid invece non mi ha mai attirato in maniera particolare, ma ho sempre saputo che prima o poi avrei dovuto avere quel capolavoro che è la SX-70.
Eccoci qua.

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I think that every collector has his “milestones”, some items that for some reasons are more attractive than others.
In my early days (as a collector) I bought a lot of toy cameras (because of the plastic) and lot of russian stuff (because of the cyrillic plates). As I became more informed I started buying cameras with technical and design pecularities. This may sound strange but today I still don’t have a crush for Leica and Hasselblad. That’s why my bank account still has the sign “+”.
I do love Rolleiflex and I would buy a ridicolous amount of them, but for now I got only two .
The Polaroid system has never fascinated me, but I always knew that one day I had to buy their masterpiece: the SX-70.
Here we are.

Si tratta della prima reflex a lente singola (SLR) istantanea della storia ma il punto non è questo. Si tratta della prima SLR istantanea della storia ed è pieghevole.
La vera rivoluzione è nella prima foto del post: una fotocamera che da chiusa occupa come un taccuino, e che può quindi essere riposta in tasca o in borsa.
Fu prodotta a partire dal 1972 su progetto dell’affermatissimo designer Henry Dreyfuss. A Dreyfuss è attribuita la frase “when the point of contact between the product and people becomes a point of friction, then the industrial designer has failed” che tradotto dovrebbe essere qualcosa come “quando il punto di contatto tra il prodotto e le persone diventa un punto di attrito, allora il designer ha fallito“. Come dargli torto?
Polaroid commissionò allo studio di Charles e Ray Eames, altra coppia di mostri sacri del design, di realizzare un video per introdurre al “sistema SX70” ed è anch’esso un capolavoro. Spiega in maniera estremamente dettagliata tutto il funzionamento, dalla meccanica all’elettronica fino alla chimica dell’emulsione.

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This is the first instant single lens reflex in history, but the point is: this is the first instant SLR in history and it’s a folding camera. The revolution is in the first picture of this post: a folded camera takes up the same space of a notepad (more or less) and you can put it in a pocket or in a bag.
The production begun in 1972 and the design was from the esteemed designer Henry Dreyfuss. He once said “when the point of contact between the product and people becomes a point of friction, then the industrial designer has failed“. Was he wrong?
Polaroid commissioned the Eames Office (even Charles and Ray Eames are among the greatest designers of the 20th century) to produce a film introducing the new SX-70 system, and the film is a masterpiece itself. Everything is deeply explained: from mechanics to electronics to chemicals.

Fu utilizzata tra gli altri da Ansel Adams, Andrej Tarkovskij e da un certo Warhol. Uno dei suoi esemplari è finito su ebay ma l’asta è scaduta nel Novembre 2013, il prezzo era di 50.000 dollari. Si trovano on-line molte foto di Warhol con la SX-70 e questo non ha fatto altro che accrescere il mito di una macchina già di per sé valida.

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Ansel Adams, Andrej Tarkovskij and Andy Warhol used this camera. Andy’s 1986 SX 70 was auctioned on ebay in November 2013, its price was $50,000. You might find a lot of pictures of Warhol with this camera online: this is how a myth starts.

Il mio modello è una Alpha – 1 ossia la quarta variante messa in commercio dal 1977.
È immacolata, è bellissima ma soprattutto: è funzionante. Ha qualche piccolissimo segno sulla pelle che dalle foto sembra enfatizzato, dal vivo giuro che sembra nuova.
Se non avete visto il video dei coniugi Eames vi spiego il funzionamento: con attenzione si apre la macchina prendendola dal mirino (la piastra superiore), ci si guarda dentro, si mette a fuoco con la ruota dentata e si preme il bottone rosso. Finito.

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My SX-70 is an Alpha – 1, the fourth variation from the launch back in 1977.
It’s intact, it’s beautiful and most of all: it works. It has some minor mark on it’s leather wich seems worst from these pictures, believe me to the naked eye it seems new.
If you didn’t see Eames video here I’m writing some basic instructions: grasp the back of the viewfinder cap and lift it up, watch inside the viewfinder, focus with the focusing wheel and shoot with the red button. Done.

Si sentirà un rumore celestiale e poco dopo questo gioiello sputerà la vostra foto.
È una fotocamera semplicissima da usare, i comandi sono tutti sulla parte frontale come potete vedere dalla foto qui sotto.
Sopra il pulsante rosso di scatto c’è la ruota dentata per la messa a fuoco che va da circa 30 cm a infinito, dall’altra parte una seconda ruota permette di variare l’esposizione scurendo o schiarendo quello che viene letto dall’esposimetro. I tempi di scatto sono quindi automatici e vanno da 1/175 a più di dieci secondi.
Anche l’apertura dei diaframmi viene gestita in automatico e si va da f/8 a f/22, con l’utilizzo del flash però si possono avere valori di f maggiori (non viene specificato quanto).

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You’ll hear a sound from heaven then this jewel will throw out your picture.
It’s a simple camera, everything is in the frontal panel as you can see from the picture below.
Above the red shooting button you’ll find the focusing wheel that allows you to put in focus from 30 cm to infinite. Opposite there’s an exposure wheel that alters the reading of the exposure meter. The shutter speed is automatic and goes from 1/175 to more than 10 seconds, even the diaphragm is automatic and has values from f/8 to f/22, when shooting with flash the camera can reach closer values (how much is not specified). 

Sopra la parte frontale c’è l’attacco per la barra flash, se avete visto il video sapete che si sta parlando di una barra da dieci bulbi monouso.
Sul retro invece c’è solamente il contapose, mentre nascoste dalla placca del mirino ci sono alcune istruzioni sulle cose da ricordare mentre si utilizza la fotocamera.
Furono creati una miriade di accessori, lenti aggiuntive filtri e via dicendo ma io non ho niente di tutto ciò.
Ma veniamo al bello, come tutti sanno il sistema Polaroid è defunto.
Precisamente dal 2008 quando l’azienda annunciò la fine della produzione di pellicole istantanee. All’evento di chiusura si incontrarono Florian Kaps e André Bosman e decisero di imbarcarsi in quello che divenne Impossible Project. Acquistarono i macchinari per la produzione da Polaroid ma rimasero senza fornitori e ovviamente senza formule per realizzare le pellicole. Ce l’hanno fatta.
Ad oggi Impossible è l’unico fornitore mondiale per questo tipo di prodotti, implementa costantemente la sua gamma e permette a tutti di continuare ad usare queste meraviglie. Grazie Impossible.

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The flashbar slot is located on the top of the frontal panel, if you saw the video you already know that we’re talking about a ten-time use flashbulb unit.
On the back of the camera you’ll find the counter so you’ll always know how many of the ten, ehm eight, photos are left. Under the viewfinder cap there are few instructions to use this Polaroid.
A lot of accessories and add-ons were designed: filters, lens converter and so on but I ain’t got one.
Let’s talk about the death of Polaroid.
In 2008 the company announced that it would stop producing film for its cameras. At the Polaroid factory’s closing event Florian Kaps and André Bosman met and decided to start the so called Impossible Project. They bought the production machinery from Polaroid but they were without supply and without formulas to build their own film. They did the job anyway.
Today Impossible is the only worldwide seller for these kind of products and is also introducing new film formats to use this kind of cameras. Thank you Impossible.

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E Polaroid sia!

A trentadue anni suonati mi affaccio sul mondo Polaroid e lo faccio con quel capolavoro di macchina che è la sx-70.
La pellicola per cause di forza maggiore è Impossible Project Pioneer film color GEN 2 (le opzioni in questo campo sono praticamente zero), la sto sperimentando ad un ritmo sfiancante: 6 foto in quasi una settimana.
Per adesso tante righette rosa e tempi di sviluppo di una ventina di minuti abbondanti la rendono non proprio istantanea. L’esperienza di vedere qualcosa che esce dalla fotocamera è destabilizzante, bellissima.

8 scatti Impossible costano 20 euro, si capisce la mia reticenza a premere il bottone rosso. Ma il bello è anche questo, si sa.

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