film, rolleiflex T

Aspettando Venezia

Lomo slide X-pro (LAB)

Due foto che anticipano un altro post corposo, sto prendendo tempo.
Sono le uniche a cui involontariamente ho fatto prendere luce anche fuori dalla Rolleiflex.

Lomo slide X-pro (LAB)

A little excerpt from the next (big) post. The light leaks are present only in these two and it was my fault.

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Pеволюция parte 2: Mockba

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Seconda parte del mio viaggio per il centenario della Rivoluzione Russa: la prima volta a Mosca (o Mockba).

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Second chapter of my trip for the centenary of the Russian Revolution: the first time in Moscow (or Mockba).

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Mosca è una megalopoli che conta nella sua area circa 18 milioni di residenti ufficiali, in maniera ufficiosa solitamente se ne stimano almeno 20.
Premesso questo, tutto a Mosca è grande.
Sono grandi le periferie, sono grandi i nuovi palazzi, sono grandi i palazzi dell’epoca sovietica e sono grandi i monumenti.
La nuova “Москва-Сити”, la “Mockba City”, è sproporzionata. Purtroppo non l’ho fotografata degnamente e vi rimando a una ricerca online per capire di cosa sto parlando.
Questa sotto, ad esempio,  è la torre di Ostankino (Ostankinskaja telebašnja): completata nel 1967 è alta 540 metri ed è stata la struttura autoportante più alta al mondo fino al ’75 (oggi è al quarto posto), è attualmente la più alta in europa.
La torre della televisione di Berlino, che mi aveva affascinato qualche mese prima, è alta solamente 368 metri.

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Moscow is a megalopolis with around 18 millions official residents, more than 20 off the record.
Having said that, everything in Moscow is big.
There are big suburbs, big new buildings, big soviet buildings and big monuments.
The brand new “Москва-Сити”, “Mockba City”, is huge. I didn’t make a good photo and that’s why you need to search for it online to know what I’m talking about.
The photo above is, for example, Ostankino tower (Ostankinskaja telebašnja): completed in 1967 is 540 meters tall and has been the tallest free-standing structure in the world until 1975 (today is the fourth), is still the tallest in europe. 
Only few months before I was fascinated by the tv tower in Berlin, wich is only 368 meters tall.

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Ho soggiornato al ventiduesimo piano di un modernissimo albergo, in un complesso costruito per le olimpiadi del 1980. Moquette ovunque e temperatura interna sempre vicina ai 25 gradi mentre fuori si era intorno allo zero.
Conoscevo la metropolitana di San Pietroburgo, pensavo quindi di essere preparato per la metro di Mosca, “il palazzo del popolo”, invece sono rimasto ugualmente sorpreso.
Le decorazioni, i marmi, i lampadari e le statue fanno dimenticare di essere sotto terra. Il servizio è molto efficiente, forse perchè stiamo parlando del quinto sistema di metropolitana più frequentato al mondo con 12 linee e 208 stazioni, alcune delle quali concepite anche come bunker antiatomici.

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I stayed at the 22 floor of an up-to-date hotel complex built for the 1980’s olympic games.
Carpet everywhere, the inside temperature was fixed to 25 degrees (celsius) even if outside was around zero.
I already knew Saint Petersburg subway system so I tought I was ready to meet the famous Moscow metro, but I was wrong.
All the decorations, the marbles, the chandeliers and the statues makes you forget that you’re underground. The system works really well, maybe because we’re talking about the fifth underground system in the world in terms of passengers per year, with 12 lines and 208 stations, some were also built as atomic bunkers.

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Ho visitato il Centro Espositivo Panrusso noto anche come “Esposizione delle conquiste dell’economia popolare”, che in pratica era un surrogato dell’esposizione universale ad esclusiva dei paesi dell’URSS. Si passeggia tra il padiglione dell’Armenia e quello della Carelia fino ad arrivare al padiglione del Cosmo, facilmente riconoscibile grazie al Vostok parcheggiato davanti.

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I visited the Exhibition of Achievements of National Economy, known also as VDNKh, which was a sort of universal exposition for the CCCP world. I walked by the Armenian and the Karelian pavilions to reach in the end the Cosmos pavilion.
You can easily recognize it because of the Vostok parked in front of it.

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Le “sette sorelle” sono per l’appunto sette edifici voluti da Stalin, esempi imponenti del classicismo socialista anche noto come “gotico staliniano”. Sono disseminate in giro per la città e hanno sempre ricoperto diverse funzioni: una ospita l’università di stato (decima foto dall’alto), un’altra è un centro residenziale (Kotelnicheskaya, prima foto), un’altra è una sede ministeriale e cosi via.
Ne avevo scoperta l’esistenza qualche mese prima di partire grazie a wikipedia, trovarmi al cospetto di questi giganti mi ha messo comunque in soggezione.
Di notte sono illuminate benissimo e in cima splende, come sul cremlino, la stella rossa.

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The “seven sisters” is a group of seven buildings strongly willed by Stalin and built in a mixed architectural style known as socialist classicism or “Stalinist style”. You can find these beautiful skyscrapers in different locations, all in the central part of the city, and they were built for different purposes: the state university (tenth photo from above), a residence (Kotelnicheskaya, first photo), offices for the Ministry of Foreign Affairs and so on.
Thanks to wikipedia I discovered these giants few months before my trip to Moscow and I have to admit that in front of them I was in awe.
In the night there’s a great light design that increases their beauty and on the top, as for the cremlin, the red star shines.

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Il volume di questo post è ovviamente proporzionato alla città.

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Obvioulsy the size of this post is commensurate to the size of the city.

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Notte a Venezia

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Avevo visitato Venezia da bambino quindi i miei ricordi erano pochi e pieni di calca, traghetti e caldo.  Ci sono tornato quest’anno a Marzo, posso dire che è stata la mia prima volta, ed è stata un’esperienza unica per molti aspetti.

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When I was a child I went to Venice once, my memories of that trip are full of ferries, hot weather and people everywhere. I can say that this year, in March,  I went to Venice for the very first time in my life and it was a unique experience.

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Un privilegio poter girare la sera tardi tra le calli, avere la costante sensazione di aver perso il filo e l’orientamento, trovarsi dopo passaggi strettissimi di fronte ad uno sbocco sul Canal Grande o addirittura in Piazza San Marco a fianco della Basilica. Il tutto con una illuminazione che la rende ancora più affascinante e, dettaglio non trascurabile, senza turisti.

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It was a privilege to walk in the late evening in the “calli” and to have the persistent feeling of being lost without knowing your real position in the map, or to walk through a narrow passage and find yourself in front of the Canal Grande or beside the Basilica in Piazza San Marco. The city in my opinion has a lighting that makes it even more fascinating, or maybe was the lack of tourists that gave me that feeling.

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Mentre passeggiavo mi è venuto in mente “Assassin’s Creed”, per chi non lo sapesse si tratta di un videogame di avventura in cui il protagonista è un assassino e si muove per la città arrampicandosi e usando tecniche di parkour. Il secondo capitolo della serie è ambientato proprio a Venezia, ci sto giocando in questo periodo, ed è favoloso poter gironzolare per i tetti dei sestieri ricostruiti; in qualche modo è come se la stessi visitando un’altra volta.

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When I was hanging around “Assassin’s Creed” came suddenly in my mind, a single player game of a murderer who jumps and climbs the walls of the city with parkour techniques. The second chapter of that videogame take place in Venice, and I’m playing it right now, seems like I’m visiting the city again, and feels great.

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In questo post ci sono solamente pochi scatti fatti con la digitale, in realtà avevo con me anche la Rolleiflex T con cui ho impressionato un sacco di rullini. Per pubblicare quelle foto però mi serve più tempo, arriveranno.

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This post has few photographs I took with my dslr, during this little trip I had with me also my Rolleiflex T and I shooted several rolls with it. I will publish these too, but I need more time.

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Pеволюция, ovvero revolyutsiya (parte 1)

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Lo scorso 7 novembre si è festeggiato il centenario della Rivoluzione d’Ottobre in Russia.  Mi sono fatto due conti e mi è sembrata un’ottima occasione per tornarci e visitare Mosca, su cui avevo fantasticato molto dopo aver visto Berlino (Est).
Quel giorno mi sono dunque ritrovato nel corteo organizzato dal КПРФ o KPRF, il Partito Comunista della Federazione Russa, che da Pushkinskaya Ploshchad arrivava fin sotto il monumento a Karl Marx in Teatralnaya Ploshchad.

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The 7th of November 2017 represented the 100th anniversary of the October Revolution in Russia. I thought it was a great opportunity to go there and visit Moscow for the first time (after I visited East Berlin I wondered about it a lot).
So I found myself in the parade organised by the КПРФ or KPRF, the Communist Party of the Russian Federation wich walked from Pushkinskaya Ploshchad to Karl Marx statue in  Teatralnaya Ploshchad.

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La manifestazione è stata discreta mentre il servizio di sicurezza è stato a dir poco imponente. C’era il timore di attentati terroristici e solo due giorni prima un falso allarme bomba aveva fatto evacuare sia i magazzini Gum che il Bolshoi.

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The event was quite small but the security service was huge. That because of the fear of terrorists attacks and only two days earlier a false alarm of a bomb caused the evacuation of the Gum and the Bolshoi. 

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Il corteo seguiva un percorso obbligato e transennato, sorvegliato da polizia e OMON, un corpo speciale in passato usato per operazioni anti-terrorismo o in zone di crisi il cui motto è “Noi non conosciamo pietà e non ne chiediamo”. Ok.
Per entrare nella zona transennata siamo dovuti passare attraverso il metal detector e sono stati controllati zaini, borse, Stalin e Lenin vari.

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The parade had a mandatory path to follow wich was surveilled by police and OMON, a special unit used in the past for anti-terrorism operations and actually as riot police. Their slogan is something like “we know no mercy and do not ask for any”. Ok.
To get into this forced path we had to walk through metal detectors and backpacks, bags, Stalins and Lenins where checked.

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Hanno partecipato forse più stranieri che russi, ho sentito cantare “Bella ciao” e ho visto sventolare la bandiera dei 4 mori sardi. Non ci sono stati problemi di ordine pubblico e tutto si è svolto senza particolari problemi.

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A lot of people from other countries was there, more that russians I think. I heard “Bella ciao” (an italian leftist song) and a I saw the tipical sardinian flag. Everything went smoothly and no problems were reported during the parade.

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Il partito aveva sistemato un palco al termine, con interventi e musica. Io ho preferito cambiare e mi sono diretto verso la Piazza Rossa (Krasnaja Ploshchad) dove si era conclusa la parata per un altro tema caro ai russi: la partenza dell’Armata Rossa per il fronte della seconda guerra mondiale, ovvero la loro Grande Guerra Patriottica.

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At the end there was a stage with speeches and music. I choosed to leave so I went to Krasnaja Ploshchad (Red Square) where another parade took place. It was in honor of the Red Army departure for WWII wich they call “Great Patriotic War”.

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Ormai era tutto finito ed erano rimasti in piazza solo carri armati e artiglieria d’epoca, sono rimasto quindi a guardare e fotografare i bambini che ci si arrampicavano sopra per giocare.

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The event was over and there were only vintage tanks and artillery on the square.
So I stayed there watching and photographing childs climbing on these and playing.

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Kraut Rollei

HP5+ (Paranol S + Ilford rapid fixer)

Ecco la seconda parte di Berlino, quella analogica. Questa era la prima parte, digitale.
Dopo Budapest, San Pietroburgo e Cannes la Rolleiflex T è volata a Berlino nel 2017: una trasferta non da poco per una fotocamera che ha più di mezzo secolo di vita.

HP5+ (R09 + Ilford rapid fixer)

This is another side of Berlin  the analog one, that one was the digital side instead.
After Budapest, Saint Petersburg and Cannes, this year the Rolleiflex T has flown to Berlin. Not bad for a more-than-50 years old camera.

HP5+ (Paranol S + Ilford rapid fixer)

Gran parte del tempo l’ho passato in bici e questo complicava le cose, l’ho usata quindi in situazioni più comode come a Volkspark Friedrichshain o Charlottenburg (foto sopra).  Non sono soddisfatto delle foto fatte a Berlino Est, la zona che mi ha affascinato maggiormente, evidentemente questo modello Rollei non ha simpatie bolsceviche.

HP5+ (R09 + Ilford rapid fixer)

I spent most of the time wandering around with a bike so I used this camera only in few places. Places where you can relax yourself and take a moment to shoot, like Volkspark Friedrichshain or Charlottenburg. I’m not satisfied with the photos I took in the east side of Berlin, I was literally captured by this part of the city but the Rollei didn’t. Maybe this model doesn’t likes bolsheviks.

HP5+ (R09 + Ilford rapid fixer)

Ho scattato tutto su Ilford HP5+ ed una volta tornato in patria ho sviluppato i 3 rulli nel Paranol S.

HP5+ (Paranol S + Ilford rapid fixer)

I took all this photos on Ilford HP5+ and when I came back home I developed all the film in Paranol S. 

HP5+ (Paranol S + Ilford rapid fixer)

HP5+ (Paranol S + Ilford rapid fixer)

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Berlin

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Credo che farò un paio di post sul viaggio di questa estate a Berlino, ecco il primo (finalmente).

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I think I’ll made a couple of posts about Berlin, finally here’s the first one.

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Ho avuto la fortuna di girare in bici per la città, ho macinato kilometri e ho capito che un’alternativa a come vivere le metropoli è possibile.
Poi sono tornato a Roma e ho subito dimenticato tutto.

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I wandered around with a bike, I traveled a lot of kilometers each day and I realized that this can be a great way to live in a big city.
When I came back home in Rome I forgot everything: here it’s impossible.

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Berlino è una città strana e difficile da decodificare, specialmente dal punto di vista architettonico dove la storia più recente si fa sentire.
La sua bellezza forse è negli spunti di riflessione che pone.
Il razionalismo sovietico di Karl Marx Strasse, l’isola dei musei (Museumsinsel), Postdamer Platz e il complesso del Bundestag tutto in una sola città.

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Berlin is a strange city and is really difficult to decode.
Especially if we speak about the architecture (the heritage of recent history is something you can really feel) there’s a lot of food for thought.
The Soviet rationalism of Karl Marx strasse, the Museuminsel, Postdamer Platz and the Bundestag complex all in just one city.

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Ma in queste foto poca architettura: con la digitale ho preferito scattare in strada, a volte direttamente dalla bici senza scendere.
Ho portato a spasso anche la Rolleiflex ma con le foto analogiche farò un altro post.

 

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These photos are not focused on architecture: with my digital camera I prefered to target what was on the street, sometimes I even shooted without getting off the bike.
I had my Rolleiflex with me but I’ll use those photos for another post.

 

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Una città in evoluzione, che continua a cambiare aspetto attraverso i mille cantieri; una grande quantità di gru, altissime e colorate.
Ho visto anche palazzi abbandonati che cadono a pezzi in zone relativamente centrali, a quanto pare sono più tollerate che da noi.

 

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This city is evolving, changing its shape through the building sites you see everywhere and the colored, tall cranes.
I also saw ruined buildings near the center of the city, and I understood that there’s more tollerance about this topic there.

 

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Forse questo ha a che fare con l’aspetto punk di questa città e il suo recente trascorso di ricostruzione.

 

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Maybe this is related to the punk side of this city and with its recontruction story. 

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Spesso si ha la sensazione di una “città dilatata”, ampi spazi e strade larghe, ma la situazione può cambiare nel giro di qualche isolato.
Questo sottolinea la personalità multipla di Berlino.

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Walking around you often have the feeling that this is a “dilated city”, wide open spaces and wide roads, but everything might change after few blocks.
That underlines Berlin’s multiple personality.

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Le strade di Cannes

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Circa un mese fa sono stato di nuovo a Cannes per il Festival grazie a questo corto e ho portato con me la “quasi” francese Rolleiflex T (“quasi” perchè era importata “d’allemagne”).

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A month ago I was in Cannes at the Festival thanks to this short and I took with me the “almost” french Rolleiflex T (“almost” because it was imported from “allemagne”).

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Una volta tanto ho optato esclusivamente per il colore, altrimenti a questo punto mi sarei mangiato le mani.
Avevo con me 3 Portra 400 che erano nella riserva da un po’ di tempo e mi sono divertito a finirle scattando come se non ci fosse un domani, come se fossero gratis.

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This time I choose colors and I made the right choice.
I took three rolls of Portra 400 I stored home for a long time and I had a lot of fun shooting with these, like there’s no tomorrow.

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Ad ogni metal detector attraversato arrivava puntuale il commento degli addetti alla sicurezza: “trés jolie!”. Ho fatto quindi la mia figura, posso ritenermi soddisfatto.

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At every metal detector I heard somene of the security say “trés jolie!” so I am totally satisfied.

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Credo sia la prima volta che la uso per fare street photography in questa maniera: alla cieca e in iperfocale (più facile se è quasi estate e con una 400 iso). Diciamo che un 70% degli scatti di questo post sono fatti cosi.

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I think that it was the first time I was using this camera to do street photography this way: shooting randomly calculating hyperfocal distances (easy to do in sunny days with a 400 iso film). Almost 70% of the pictures you see in this post was made this way.

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Appena vedevo qualcosa di rosso scattavo: il rosso rende bene a colori.
A vedere il risultato finito non sono solo i rossi a rendermi felice.
In generale i colori di questa pellicola sono molto saturi in condizioni di sole pieno e il cielo è sempre più blu.

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Everytime I saw something red I took a picture: they say red is good in photos.
When I see these pictures I understand that not only reds make me happy.
This film has great saturated colors on sunny days and the skies are amazing.

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Dalle foto scattate ho scartato quelle meno interessanti e più banali: il red carpet che veniva srotolato, la torre con la bandierina…e praticamente tutto ciò che riguarda il Festival.
Stavolta solo facce da strada, pure e a colori.

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I rejected the less interesting photos: some guys unrolling the red carpet, the tower of the city with its flag…and basically everyting strictly related to the Festival. 
This time only street-faces, pure and in full colors.

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