Post monofotografico n°5

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Una delle tante chiese d’agosto.
Rolleiflex T e Lomography slide x-pro 200.

L’outsider

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Durante la mia ultima ascesa a Milano, poco più di un mese fa, ho deciso di viaggiare ultraleggero mettendo tutto in uno zainetto e via per un paio di giorni. Questo ad un certo punto si è tradotto nella necessità di ridurre all’osso o addirittura eliminare la componente fotografica…non sia mai!
Ho fatto una scelta forte, radicale ed ho deciso di portare la fotocamera più leggera che avevo a portata di mano: la Cmeha 8M (del post scorso).

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Ormai la reflex digitale è diventata un soprammobile, ma questo è un altro discorso. Ho montato un rullino bianco e nero da 100 ISO (mi pare) e non l’ho neanche finito.  Mi sono anche ritrovato nella stessa posizione alla stazione centrale a fotografare allo stesso modo un asiatico a distanza di due anni ma con un’altra fotocamera. Come scrivevo nella recensione fotografare è abbastanza complicato, ci ho fatto un po’ di pratica (l’avevo usata solamente in un’altra occasione) e l’ho trattata senza troppi riguardi. Questi sono i risultati.

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A me non dispiacciono affatto e devo dire che effettivamente le voci riguardo la decentissima lente in vetro sono fondate! Da queste foto non si può capire ma dalle scansioni a grandezza piena si notano dei dettagli che non mi sarei mai aspettato da questa Smena che a questo punto devo consigliare a tutti gli amanti del genere!

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Cmeha 8M

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 In piena fase USSR mi è capitato di comprare per pochissimi denari su ebay un paio di smene. In cirillico CMEHA, per il resto del mondo SMENA si tratta di una fotocamera estremamente popolare e economica tanto da essere considerata da molti, secondo me erroneamente, una toy-camera. La Smena 8M in particolare prodotta per più di un ventennio (1970/1995) con diverse varianti sul tema “plastica” sia dalla GOMZ ed in seguito dalla LOMO, ha venduto circa 21 milioni di unità e nel 1985 costava 15 rubli. Sul sito lomography vendono le rimanenze di produzione intatte e inscatolate a 80 euro, perchè “ha uno stile cool” e “realizza scatti super”. Vabbè.

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Come già detto ci sono un’enormità di modelli di Smena e ci sono un’enormità di varianti sulla 8M. Il concetto però è sempre lo stesso: una fotocamera 35mm  supereconomica completamente manuale per le masse. L’ergonomia credo non sia stata contemplata nella progettazione di questo parallelepipedo che ha in pratica tutti i settaggi sul gruppo ottico e rende l’impostazioni per lo scatto macchinose e lente.

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La messa a fuoco è a intuizione: c’è la scala sull’obiettivo che va da 1 mt a infinito e bisogna tirare a indovinare, l’escursione è tanta e bisogna girare parecchio per settare il valore giusto, peccato che non c’è nessuna possibilità di riscontro visto che il mirino è galileiano. Tanta fatica per nulla. Delle simpatiche nuvolette indicano i tempi di scatto e il diaframma (che va da f4 a f16) va settato in una ghiera vicinissima alla lente che è a rischio impronte digitali. Dopo aver impostato la fotocamera bisogna far avanzare la pellicola dalla rotella posta sul retro, abbassare la levetta per caricare l’otturatore e di infine si scatta.

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Sulla parte superiore c’è la slitta per il flash e il rocchetto per il riavvolgimento della pellicola. Non c’è molto altro da dire se non che il peso è quasi ridicolo (non sembra possibile di avere tra le mani una fotocamera) e che la lente in vetro non è affatto male! In conclusione un’ottima macchina sotto i 30 euro per arrovellarsi in modalità manuale.

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