Recensione semi-teorica: FED 4 (tipo B)

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Ho usato poco questa fotocamera perchè in realtà non mi piace, devo ammetterlo. Quando ho scartato l’imballaggio e ho visto questa specie di mattone ho pensato “e questa dove la porto?”
L’ho acquistata insieme a qualche altra sovietica ma solo per approfittare della spedizione unica. Se poi aggiungo che era anche difettata si capisce di più il mio astio.

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Ho cercato anche di liberarmene in qualche modo attraverso la mia sfigatissima sezione “Vendo” come non funzionante/da collezione, neanche quello ha funzionato. Ho deciso di tenerla perchè fa numero.
Recensione semi-teorica perchè è stata testata con 3 rullini mentre era scassata (otturatore a tendina con 3 punti “consumati”), quindi non mi sento proprio un esperto a riguardo.

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Dalle foto non si capisce molto ma è decisamente sproporzionata, grande  e grossa monta un piccolo obiettivo con attacco tipo Leica M39 . La sproporzione è poi accentuata dal coperchio superiore più alto per alloggiare l’esposimetro a fotocellula di selenio. L’obiettivo è un Industar 53 f2,8 con una lunga escursione per la messa a fuoco: circa 1/3 di giro o 120° per focheggiare da 1 a 3 metri!

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I tempi di scatto vanno da 1/500 a 1/30 + posa B e vengono selezionati da una ghiera nella parte superiore, i valori del diaframma ovviamente sono sull’obiettivo e in questo caso vanno da 2,8 a 16. Da questa vista inferiore si vedono le due maniglie che permettono di svitare e quindi far slittare il dorso per caricare il rullino 35mm.
Non l’ho ancora detto ma si tratta di una fotocamera a telemetro per cui la messa a fuoco avviene dal mirino per sovrapposizione nell’area centrale.

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Sulla destra in alto c’è la leva di avanzamento sormontata dal contapose, centralmente il contatto a caldo per il flash e a sinistra le ghiere per controllare il risultato dell’esposimetro. Una rotella laterale sulla sinistra (abbastanza visibile nella foto sopra) permette il riavvolgimento del rullino. Davanti, alla sinistra dell’obiettivo si trova la levetta per l’autoscatto.

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Alcuni consigli/accorgimenti per evitare di rovinare le parti meccaniche (li ho trovati online, servono soprattutto a me):
– non settare i tempi prima di aver caricato l’otturatore
– non puntare la fotocamera contro il sole per troppo tempo, si potrebbe bucare la tendina
– non lasciare la fotocamera settata su un tempo di scatto lento nei periodi di inutilizzo
– non lasciare l’otturatore carico nei periodi di inutilizzo.
Amen.

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I romani giocavano a palla

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Et voilà le terme di Caracalla, imponenti mastodontiche e in bianco e nero.

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Uno di quei luoghi che tutti i turisti visitano subito e tu che hai tutta la calma del mondo non vedrai mai. Vivendo a Roma ho sempre ritardato la cosa di anno in anno forte del fatto che difficilmente sarebbero crollate.
Ma ahimè Pompei insegna e nel primo weekend di decreto Franceschini ho approfittato della gratuità.

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Credo che gli appuntamenti estivi del Teatro dell’Opera qui siano spettacolari solo per la location.

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Foto scattate con la coppia Rolleiflex T & Kodak T-Max 200.

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Budapest e basta

Il mese scorso ho passato qualche giorno di vacanza a Budapest grazie all’invito del mio amico Saverio.

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