Agfa Scala, resoconto di un rullino sottoesposto

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Diversi semestri fa acquistai inconsciamente due rullini Agfa Scala 135, pellicola diapositiva bianco e nero ormai fuori produzione dall’aura semi-mitologica.
Sottolineo quel “inconsciamente” perchè non potevo neanche immaginare lo scenario che ti si apre davanti dopo aver scattato e tolto la Scala dalla fotocamera.

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Per farla breve sono riuscito a svilupparli spedendoli ad un laboratorio in Germania e pagando circa 20 euro totali (con spedizione e senza intelaiatura), dopo circa due anni.
Sicuramente non sono stato tutti i giorni a cercare una soluzione o a fare tentativi, rimane il fatto che è passato un sacco di tempo.

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Una delle caratteristiche di questa pellicola è che può essere esposta da 200 a 1600 ISO senza troppe complicazioni.
A me pare di averla usata  a 200 ma vedendo questi scatti forse nei 2 anni ho dimenticato che doveva essere tirata almeno a 400…

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Le foto che pubblico a me piacciono anche con questo tono drammatico, per fortuna quelle nuvole!
Fanno tutte parte tutte di un rullino scattato con una Minolta 600si Classic, l’altro rullo è praticamente da buttare perchè è stato affidato a questa Kodak Stereo che ha evidentemente bisogno del dottore…
Per chi avesse qualche Agfa Scala da sviluppare io mi sono rivolto a Photostudio 13 (parlano inglese), auguri.

Post monofotografico n°5

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Una delle tante chiese d’agosto.
Rolleiflex T e Lomography slide x-pro 200.

L’outsider

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Durante la mia ultima ascesa a Milano, poco più di un mese fa, ho deciso di viaggiare ultraleggero mettendo tutto in uno zainetto e via per un paio di giorni. Questo ad un certo punto si è tradotto nella necessità di ridurre all’osso o addirittura eliminare la componente fotografica…non sia mai!
Ho fatto una scelta forte, radicale ed ho deciso di portare la fotocamera più leggera che avevo a portata di mano: la Cmeha 8M (del post scorso).

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Ormai la reflex digitale è diventata un soprammobile, ma questo è un altro discorso. Ho montato un rullino bianco e nero da 100 ISO (mi pare) e non l’ho neanche finito.  Mi sono anche ritrovato nella stessa posizione alla stazione centrale a fotografare allo stesso modo un asiatico a distanza di due anni ma con un’altra fotocamera. Come scrivevo nella recensione fotografare è abbastanza complicato, ci ho fatto un po’ di pratica (l’avevo usata solamente in un’altra occasione) e l’ho trattata senza troppi riguardi. Questi sono i risultati.

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A me non dispiacciono affatto e devo dire che effettivamente le voci riguardo la decentissima lente in vetro sono fondate! Da queste foto non si può capire ma dalle scansioni a grandezza piena si notano dei dettagli che non mi sarei mai aspettato da questa Smena che a questo punto devo consigliare a tutti gli amanti del genere!

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